Definizioni brevi e chiare dei termini che incontri scrivendo una tesi, una mail o un testo per il web, ciascuna collegata allo strumento o alla guida che aiuta a metterla in pratica.
Abstract
Breve riassunto autonomo posto all’inizio di un articolo scientifico o di una tesi, che indica contesto, obiettivo, metodo, risultati principali e conclusione. Si scrive per ultimo, in frasi complete, ed è spesso seguito da parole chiave. Chi legge lo usa per decidere se leggere l’intero lavoro.
Accademia della Crusca
Istituzione fondata a Firenze nel Cinquecento che studia e promuove la lingua italiana. Non detta leggi, ma il suo servizio di consulenza linguistica risponde ai dubbi dei lettori su grafia, grammatica e uso ed è un riferimento autorevole. Per il significato delle parole si consultano dizionari come il Vocabolario Treccani.
Accento accento grafico
Segno grafico sulla vocale finale delle parole tronche (“città”, “perché”) e di alcuni monosillabi per distinguerli da altri uguali (“è” verbo, “e” congiunzione; “dà” verbo, “da” preposizione). “Perché” e “né” hanno l’accento acuto, “è” e “città” il grave. “Perchè” con il grave è un errore comune.
Antitesi
Nel testo argomentativo, la posizione contraria alla tesi, riportata per essere discussa e confutata. Considerarla mostra che conosci le ragioni degli altri e rende più solida la tua conclusione. Si introduce con connettivi come “Si potrebbe obiettare che” e si chiude con un contrargomento chiaro.
Apostrofo
Segno (’) che indica la caduta di una vocale finale davanti a una parola che inizia per vocale: “l’amica”, “un’idea”. Con l’articolo indeterminato compare solo davanti al femminile (“un’amica”), mai al maschile (“un amico”). È anche un errore frequente: si scrive “qual è”, senza apostrofo, perché è un troncamento.
Bibliografia sitografia
Elenco delle fonti in fondo a un testo, ordinato e formattato secondo uno stile di citazione. Ogni voce riporta autore, anno, titolo ed editore o indirizzo web. In una tesi italiana si distingue spesso tra bibliografia (libri e articoli) e sitografia (pagine web). Guida: bibliografia e sitografia.
Citazione bibliografica riferimento nel testo
Breve rimando nel testo che indica la fonte di una citazione, parafrasi o dato: per esempio (Rossi, 2021, p. 45) nello stile autore-data, oppure un numero di nota. Rinvia a una voce completa nella bibliografia. Gli stili cambiano nomi, date e pagine, ma l’obiettivo è sempre permettere di ritrovare la fonte.
Citazione diretta
Riprendere le parole esatte di una fonte tra virgolette, oppure in un blocco rientrato se il passo è lungo, seguite dal riferimento con la pagina. Si cita quando conta la formulazione: una definizione, un articolo di legge, una frase celebre. Troppe citazioni fanno sembrare il testo un collage. Guida: come citare nella tesi.
Congiuntivo
Modo verbale che esprime dubbio, desiderio, ipotesi o opinione, richiesto da molte subordinate: “penso che sia tardi”, “se fossi in te”. È tra gli errori più notati nell’italiano scritto, per esempio “credo che è” al posto di “credo che sia”. Nel parlato informale se ne tollera di più, nei testi formali no.
Connettivi testuali connettivi
Parole ed espressioni che legano frasi e paragrafi e mostrano il rapporto tra le idee: aggiunta (inoltre), contrasto (tuttavia), causa (perciò), successione (infine), esempio (per esempio). Usati con misura guidano chi legge; in ogni frase appesantiscono. Vedi i connettivi testuali.
Elisione
Caduta della vocale finale non accentata di una parola davanti a un’altra che inizia per vocale, segnalata dall’apostrofo: “lo albero” diventa “l’albero”, “quella amica” diventa “quell’amica”. È diversa dal troncamento, che non richiede l’apostrofo: “un buon amico”, “qual è”.
Falso amico faux ami
Parola di un’altra lingua che somiglia a una italiana ma ha un altro significato: l’inglese “actually” vuol dire “in realtà”, non “attualmente”; “library” è la biblioteca, non la libreria. Sono una trappola frequente nelle traduzioni e per chi scrive in una lingua straniera.
Figure retoriche metafora, similitudine
Procedimenti espressivi che si allontanano dal modo di dire più diretto per ottenere un effetto: la metafora (“il tempo è denaro”), la similitudine (“forte come un leone”), l’allitterazione, la domanda retorica. Sono parte della tradizione scolastica italiana. Guida: le figure retoriche.
Forma di cortesia Lei, Voi, tu
Il modo di rivolgersi a una persona: il “tu” tra pari e in contesti informali, il “Lei” (con la maiuscola nella corrispondenza formale) con sconosciuti, superiori e clienti, il “Voi” in certe lettere commerciali. La scelta va tenuta coerente in tutto il testo, comprese le forme del verbo e dei pronomi.
Grammatica
L’insieme delle regole con cui le parole si combinano in frasi: morfologia (come cambiano le parole), sintassi (come si costruiscono le frasi) e accordo tra le parti. Si distingue dall’ortografia, che riguarda come si scrivono le parole. Per i dubbi consulta la grammatica Treccani o le risposte dell’Accademia della Crusca.
Leggibilità e indice Gulpease Gulpease
La leggibilità è quanto un testo si capisce facilmente. L’indice Gulpease, messo a punto per l’italiano dal gruppo GULP dell’Università La Sapienza, usa lunghezza di parole e frasi e dà un punteggio da 0 a 100: più è alto, più il testo è facile. È un’indicazione, non un giudizio di qualità.
Maiuscole iniziali maiuscole
In italiano l’iniziale maiuscola si usa a inizio frase, dopo punto, punto interrogativo e punto esclamativo, e con i nomi propri; i giorni, i mesi e gli aggettivi di nazionalità vanno in minuscolo, a differenza dell’inglese. Per i titoli di libri e testi si maiuscola di solito solo la prima parola. Guida: quando si usano le maiuscole.
Meta description
Breve descrizione di una pagina web, di norma intorno ai 150 caratteri, che i motori di ricerca possono mostrare sotto il titolo nei risultati. Non influisce direttamente sul posizionamento, ma una frase chiara che risponde alla ricerca aiuta a farsi cliccare. Va scritta in italiano naturale, senza ripetere le parole chiave.
Nota a piè di pagina
Annotazione collocata in fondo alla pagina e richiamata da un numero in apice nel testo. Nella tradizione umanistica italiana serve a indicare la fonte, ma anche a precisare, rinviare o discutere un dettaglio senza interrompere il discorso. Va numerata in modo progressivo. Vedi le note a piè di pagina.
Omofoni e omografi ha o a, anno o hanno
Parole che si pronunciano allo stesso modo ma si scrivono in modo diverso e hanno significati diversi: “ha” e “a”, “hanno” e “anno”, “ho” e “o”. Sono fonte di errori di distrazione e un correttore ortografico non sempre li coglie, perché ogni forma esiste. Guida: ha o a, gli omofoni.
Ortografia grafia
Insieme delle norme che stabiliscono come si scrivono le parole: lettere, accenti, apostrofi, maiuscole, divisione in sillabe. Per l’italiano manca un’autorità ufficiale con valore di legge: si fa riferimento a dizionari come il Vocabolario Treccani e al parere dell’Accademia della Crusca. Vedi le regole di ortografia.
Parafrasi riformulazione
Riformulazione di un passo con parole e struttura diverse, senza cambiarne il significato. Di norma ha una lunghezza simile all’originale, a differenza del riassunto, che condensa. Nei testi scolastici e universitari la parafrasi richiede comunque la citazione della fonte. Vedi la guida come fare la parafrasi.
Paratassi e ipotassi
Due modi di costruire il periodo. La paratassi accosta frasi autonome, coordinate tra loro; l’ipotassi le gerarchizza con proposizioni subordinate. Un testo troppo ipotattico risulta pesante, uno troppo paratattico spezzettato. Per scrivere in modo scorrevole si alternano, accorciando i periodi quando perdi il filo.
Plagio
Presentare come propri testi, idee o dati altrui senza indicarne la fonte. Comprende copiare frasi senza virgolette, il plagio a mosaico, il riuso non dichiarato di un proprio lavoro e la consegna di un testo scritto da altri. Scuole e atenei lo sanzionano. Approfondisci in cos’è il plagio.
Plagio a mosaico patchwriting
Copiare la struttura di una frase altrui cambiando solo qualche parola con dei sinonimi, così che il risultato resti vicino all’originale. Molti regolamenti lo trattano come plagio anche se la fonte è citata. Per evitarlo leggi la fonte, chiudila, scrivi l’idea con parole tue e poi confronta. Guida: come evitare il plagio.
Proposizione subordinata frase subordinata
Proposizione che dipende da una reggente e ne completa il senso: causale (“perché ho fretta”), temporale, finale, relativa, ipotetica. Può avere il verbo di modo finito, come il congiuntivo, o indefinito, come l’infinito o il gerundio. Il correttore grammaticale segnala molte costruzioni scorrette.
Punteggiatura
Il sistema dei segni (punto, virgola, due punti, punto e virgola, virgolette e altri) che organizza il testo scritto, scandisce il ritmo e segnala i rapporti tra le parti. In italiano, a differenza dell’inglese, la virgola non si mette di norma prima di “e” né tra soggetto e verbo. Vedi i segni di punteggiatura.
Registro registro linguistico
Il grado di formalità di un testo, scelto in base a destinatario e situazione: formale per lettere e relazioni, informale per messaggi tra amici. Cambia lessico, sintassi e forme di cortesia (tu, Lei). Un registro sbagliato, come “ciao” in una mail a un docente, pesa più di un refuso. Vedi formale e informale.
Revisione correzione di bozze
Rilettura finale di un testo per correggere refusi, grammatica, punteggiatura e incoerenze prima di consegnarlo o pubblicarlo. Conviene lasciar passare un po’ di tempo dalla stesura, leggere a voce alta e controllare nomi, date e cifre. Gli strumenti automatici aiutano ma non sostituiscono una rilettura attenta.
Riassunto sintesi
Versione ridotta di un testo che ne conserva solo le informazioni principali, con parole tue. È molto più breve dell’originale e lascia fuori esempi e digressioni. Se lo usi in un tuo scritto, anche il riassunto di un lavoro altrui va attribuito alla fonte. Vedi come fare un riassunto.
Rilevatore di testi AI
Strumento che stima se un testo sia stato scritto da una macchina, in base a schemi statistici della lingua. Il risultato è una stima con margine d’errore, non una prova: può sbagliare in entrambe le direzioni, in particolare su testi brevi o scritti da chi non è madrelingua. Non va usato da solo per accusare qualcuno.
Scaletta indice ragionato
Piano di un testo preparato prima di scrivere: le sezioni principali, il loro ordine e i punti chiave di ognuna, di solito come elenco a livelli. Tiene logica l’argomentazione, evita sovrapposizioni e rende più veloce la stesura, perché riempi una struttura invece di partire da una pagina bianca.
SEO ottimizzazione per i motori di ricerca
Insieme di pratiche per far trovare un sito dai motori di ricerca: contenuti utili che rispondono a ciò che le persone cercano, titoli chiari, struttura ordinata, link interni e pagine veloci. Funziona scrivendo per chi legge, con le parole che usano davvero, non ripetendo parole chiave.
Sinonimo
Parola che ha lo stesso significato di un’altra o un significato molto vicino: “casa” e “abitazione”, “bello” e “grazioso”. I sinonimi perfetti sono rari, perché cambiano registro e sfumatura. Sostituire una parola con un sinonimo senza considerare il contesto non basta a fare una parafrasi.
Sitografia
Parte finale di un elaborato che elenca le fonti trovate sul web, distinta dalla bibliografia dei testi a stampa. Ogni voce indica autore o ente, titolo della pagina, sito, indirizzo e data di consultazione, perché le pagine online cambiano. È un uso tipico delle scuole e delle tesi italiane.
Stile di citazione APA, MLA, Chicago, Harvard, IEEE
Insieme di regole per citare le fonti nel testo e riportarle in bibliografia. APA 7 è diffuso in psicologia e scienze sociali, MLA 9 in lettere, Chicago in storia ed editoria, Harvard è una famiglia di stili autore-data, IEEE in ingegneria. Il tuo ateneo o relatore indica quello da usare.
Tesi argomentativa tesi di un testo
L’affermazione principale che un testo argomentativo vuole dimostrare, di solito formulata nell’introduzione. Una buona tesi è netta, discutibile e sostenibile nel numero di parole disponibile: “La divisa scolastica andrebbe resa facoltativa perché limita l’espressione di sé”. Il resto del testo la sostiene con argomenti ed esempi. Per la prova scritta: il testo argomentativo.
Testo generato dall’AI AI writing
Testo prodotto da un modello linguistico a partire da una richiesta. Può essere fluente ma sbagliato, generico o con fonti inventate, quindi va riletto e verificato. Molte scuole e riviste chiedono di dichiararne l’uso. Approfondisci: come funzionano i rilevatori AI.
Tono tono di voce
L’atteggiamento che un testo comunica verso chi legge: cordiale, neutro, autorevole, ironico, urgente. Si distingue dal registro, che riguarda la formalità: una mail può essere formale e calda insieme. Il tono si regola con scelta delle parole, lunghezza delle frasi e forme di cortesia.
Traduzione automatica machine translation
Traduzione di un testo da una lingua all’altra fatta da un programma. Rende bene il senso generale, ma può sbagliare termini tecnici, forme di cortesia e modi di dire, e a volte introduce frasi che sembrano naturali ma non lo sono. Per testi importanti serve una rilettura da parte di chi conosce la lingua.
Troncamento apocope
Caduta della vocale o della sillaba finale di una parola, anche davanti a una consonante, senza apostrofo: “un buon amico”, “nessun dubbio”, “qual è”, “fra Cristoforo”. L’apostrofo va invece in poche forme, come “po’” (poco), “be’” (bene) e “mo’”. Per questo “un po’” si scrive così, non “un pò”.
Umanizzare un testo humanizer
Riscrivere una bozza generata dall’AI perché risulti naturale e personale: frasi di lunghezza varia, esempi concreti, meno formule ripetute, la tua voce. Lo scopo è la qualità, non eludere i controlli, e il contenuto resta una tua responsabilità. Guida: rendere umano un testo AI.
Virgola
Segno di pausa breve che separa elementi di un elenco, incisi e proposizioni subordinate e che isola vocativi e apposizioni. Non va tra soggetto e predicato né, di norma, prima di “e” e “o” tra due elementi semplici. L’uso sbagliato è tra gli errori più frequenti. Vedi l’uso della virgola.