Che cosa deve dire una bio
Una buona bio risponde in poche parole a tre domande: chi sei, che cosa offri, che cosa deve fare chi legge. Su Instagram e TikTok lo spazio è minimo, quindi ogni parola deve lavorare; su LinkedIn c’è più spazio, ma la riga di titolo e le prime frasi decidono se si apre il profilo.
I limiti per piattaforma
| Piattaforma | Cosa produce lo strumento |
|---|---|
| Fino a 150 caratteri, 2-4 righe brevi, 1-3 emoji, invito al link | |
| Riga di titolo di massimo 220 caratteri (ruolo, specialità, valore) e “Informazioni” di 3-5 frasi in prima persona | |
| X (Twitter) | Fino a 160 caratteri, una o due righe incisive, senza raffica di hashtag |
| TikTok | Fino a 80 caratteri, tono giocoso, cosa pubblichi e perché seguirti |
Le piattaforme possono modificare i propri limiti: dopo la generazione controlla sempre la lunghezza con il Contatore di caratteri.
Come compilare il modulo
- Nome e ruolo veri. “Fotografa di matrimoni” è meglio di “appassionata di immagini”.
- Ambito preciso. Città, settore e tipo di cliente aiutano chi cerca un professionista vicino.
- Parole chiave che userebbe il tuo pubblico. Pensa a come ti cercherebbero: “nutrizionista Milano”, “ripetizioni di matematica”.
- Solo fatti verificabili. Lo strumento non inventa titoli, anni di esperienza o clienti: se vuoi che compaiano, scrivili tu.
LinkedIn: titolo e informazioni
Su LinkedIn il titolo non è il nome del tuo ruolo attuale e basta: è la frase che compare accanto al nome nelle ricerche. Funziona meglio con ruolo, specialità e valore, per esempio “Content editor | Testi chiari per e-commerce e SaaS”. Il testo “Informazioni” in prima persona deve restare aderente alla tua storia reale; se stai cercando lavoro, abbinalo a una lettera di presentazione coerente.
Limiti
Le bio sono bozze generate da un modello: possono suonare generiche e vanno personalizzate. Non c’è nessuna garanzia di follower, visibilità o contatti. Controlla ortografia e dettagli prima di pubblicare, per esempio con il Correttore grammaticale.