Che cosa conta come plagio
Il plagio è presentare come proprie le parole o le idee di altri: copiare senza virgolette, parafrasare restando troppo vicini all’originale o usare una fonte senza citarla. Citare non rende lecito un passaggio lungo copiato alla lettera. Le citazioni brevi vanno tra virgolette e con riferimento; il resto si riscrive con parole tue, citando la fonte.
Come usare bene l’antiplagio
- Controlla a blocchi. Per una tesi incolla un capitolo alla volta.
- Leggi i passaggi, non solo la percentuale. Ti dicono dove intervenire.
- Distingui citazione e copia. Le frasi tra virgolette e con fonte non sono un problema; il resto sì.
- Riscrivi dopo aver capito. Chiudi la fonte, spiega il concetto con parole tue e cita. Cambiare qualche sinonimo non basta.
- Ricontrolla dopo la revisione.
Come leggere il risultato
Una somiglianza bassa senza passaggi evidenziati indica che nelle fonti cercate non c’è sovrapposizione rilevante. Alcuni passaggi evidenziati vanno riscritti o messi tra virgolette con la fonte. Un solo blocco molto vicino a una fonte va rielaborato per intero. Una percentuale alta può dipendere anche da citazioni corrette, da titoli, da elenchi o da definizioni comuni.
Antiplagio della tua università
Molti atenei usano sistemi che confrontano il testo con archivi di tesi, riviste e libri. Questo strumento non vi ha accesso: puoi usarlo come controllo rapido prima della consegna, ma la valutazione ufficiale resta quella dell’istituzione. Per le regole leggi la guida Controllo antiplagio della tesi e costruisci le voci con il Generatore di bibliografia.
Plagio e testi scritti con l’AI
L’antiplagio cerca testo che coincide con una fonte. Un testo generato da un’AI può non coincidere con nulla e risultare comunque non tuo. Per stimare lo stile usa il Rilevatore di testi AI, ricordando che è una stima e non una prova.