Come fare un riassunto: regole, passaggi ed esempi svolti
Un riassunto è la versione breve di un testo che ne conserva le idee principali, con parole tue, in terza persona e senza commenti personali. Si fa in cinque passaggi: leggi, dividi in sequenze, cerca le parole chiave, scrivi e controlla. Qui trovi le regole scolastiche, un esempio dai Promessi sposi in tre lunghezze e una checklist.
Che cos'è un riassunto e come si fa in breve
Il riassunto è un testo più breve di quello di partenza che ne riporta le informazioni essenziali, nell'ordine in cui compaiono, con parole tue e senza aggiungere opinioni. Il Vocabolario Treccani lo definisce come un resoconto, parlato o più spesso scritto, che espone in modo breve i punti essenziali di altri discorsi o scritti (pagina consultata il 2026-11-01).
La procedura che si insegna nella scuola italiana, dalla primaria alle superiori, si può ridurre a cinque passaggi:
- Leggi tutto il testo almeno due volte: la prima per capire di che cosa parla, la seconda con la matita in mano.
- Dividi il testo in sequenze, cioè in blocchi di senso compiuto, e dai a ciascuna un titoletto di pochi termini.
- Individua le parole chiave e le informazioni indispensabili: chi, che cosa, dove, quando, perché.
- Scrivi il riassunto in terza persona, al tempo presente o al tempo del testo, con frasi tue e connettivi chiari.
- Controlla: lunghezza, fedeltà al testo, assenza di commenti, ortografia e punteggiatura.
Il resto della guida spiega ogni passaggio, mostra un esempio completo e indica gli errori più comuni.
Riassunto, sintesi, parafrasi, schema e mappa concettuale: che differenza c'è
Chi cerca "come fare un riassunto" spesso confonde strumenti diversi. In classe i termini hanno confini abbastanza netti, anche se alcuni insegnanti li usano con piccole variazioni.
| Strumento | Che cosa produce | Lunghezza rispetto all'originale | Esempio d'uso |
|---|---|---|---|
| Riassunto | Testo continuo con le idee principali, nell'ordine dell'originale | Molto più breve | Riassunto di un capitolo di romanzo |
| Sintesi | Testo che condensa e può riordinare le idee, anche mettendo in relazione più testi | Breve, spesso con un taglio tematico | Sintesi di due articoli sullo stesso tema |
| Parafrasi | Lo stesso contenuto con parole diverse, senza accorciare | Simile o più lunga | Parafrasi di una poesia di Leopardi |
| Schema | Elenco gerarchico di concetti e sottoconcetti | Molto breve, senza frasi complete | Ripasso prima di un'interrogazione |
| Mappa concettuale | Concetti collegati da frecce e da parole di relazione | Visiva | Studio di un argomento di storia |
La differenza pratica più importante è quella con la parafrasi: la parafrasi non accorcia, il riassunto sì. Se ti serve riformulare una frase senza ridurla, leggi Come fare la parafrasi e Parafrasi: significato.
Le regole del riassunto, una per una
Terza persona e discorso indiretto
Il riassunto è scritto in terza persona, anche quando il testo originale è in prima. Se un narratore dice "Io tornavo a casa", tu scrivi "Il narratore tornava a casa" oppure "Il protagonista torna a casa". Le battute in discorso diretto diventano discorso indiretto: invece di riportare le virgolette, racconti che cosa è stato detto.
- Testo: «Questo matrimonio non s'ha da fare», dissero i bravi.
- Riassunto: I bravi intimano al curato di non celebrare il matrimonio.
Tempo verbale coerente
Scegli un tempo e mantienilo. Per i testi narrativi è comune il presente storico ("Don Abbondio incontra due bravi"), oppure il tempo del racconto (passato remoto o imperfetto) se la consegna lo chiede. Per i testi espositivi e argomentativi il presente è quasi sempre la scelta più naturale. Cambiare tempo a metà riassunto è uno degli errori che gli insegnanti segnano più spesso.
Nessun commento personale
Il riassunto non contiene giudizi come "secondo me il brano è bellissimo" o "questo personaggio è antipatico". Se la consegna richiede un parere, si scrive in un paragrafo separato e con un'indicazione esplicita ("Commento personale"). Un buon riassunto è invece neutro: lo potrebbe scrivere chiunque abbia letto lo stesso testo e ne esca con lo stesso contenuto.
Fedeltà e ordine
Le informazioni compaiono nell'ordine del testo e non ne viene aggiunta nessuna che nel testo non c'è, nemmeno se la conosci: il riassunto riporta ciò che l'autore dice, non ciò che tu sai dell'argomento. Non si cambiano nomi, date, cifre.
Parole tue, ma non troppo lontane
Cambiare tutte le parole non è necessario: i termini tecnici e i nomi propri restano com'erano. Il riassunto non deve essere un collage di frasi copiate né una riscrittura che altera il senso. Se riprendi una frase intera, mettila tra virgolette e indica la fonte, altrimenti rischi di cadere nel plagio (vedi Cos'è il plagio).
Lunghezza
La consegna in classe indica di solito un limite: "in dieci righe", "in 100 parole", "in un terzo del testo". Rispetta sempre il limite dato dall'insegnante. Se la consegna non dice nulla, una proporzione comune nella pratica scolastica è un terzo o un quarto dell'originale, ma non è una regola scritta: dipende dal testo, dal docente e dall'ordine di scuola. Per contare parole e caratteri senza farlo a mano usa il contatore di parole.
I cinque passaggi in dettaglio
1. Leggi due volte
La prima lettura serve a capire l'argomento e il tono. Alla seconda sottolinea ciò che ti sembra indispensabile e metti un punto interrogativo accanto ai passaggi oscuri; cerca sul dizionario le parole che non conosci, per esempio sul Vocabolario Treccani.
2. Dividi in sequenze
Una sequenza è un blocco del testo in cui l'argomento o l'azione non cambia. In un racconto cambia sequenza quando cambia il luogo, il tempo, i personaggi o l'azione; in un articolo quando passa a un nuovo aspetto del tema. Accanto a ciascuna scrivi un titoletto, per esempio: "Il ritorno a casa", "L'incontro con i bravi", "Il racconto a Perpetua". I titoletti diventano la scaletta del riassunto.
3. Cerca le parole chiave
Le parole chiave sono quelle senza le quali la sequenza perde senso. Un trucco utile: copri il testo e prova a rispondere alle domande chi, che cosa, quando, dove, perché. Quello che serve per rispondere va nel riassunto; il resto (aggettivi, esempi, descrizioni dettagliate, battute secondarie) si può togliere.
4. Scrivi
Parti dalla scaletta e scrivi una o due frasi per sequenza. Collega le frasi con connettivi che esprimono il rapporto logico (poi, quindi, perciò, tuttavia, di conseguenza, infine). Se vuoi un elenco di connettivi con esempi, guarda la guida sui connettivi testuali.
5. Controlla
Rileggi con la checklist che trovi più sotto. Controlla anche l'ortografia: dubbi classici come qual è, un po', perché con l'accento acuto si risolvono con il correttore ortografico italiano, che segnala questi errori tipici, e con il correttore grammaticale per concordanze e punteggiatura.
Un esempio svolto: I promessi sposi, capitolo 1, in tre lunghezze
Il primo capitolo del romanzo di Alessandro Manzoni (opera di pubblico dominio) si apre con la celebre descrizione del lago di Como, «Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno...», e poi racconta la sera del 7 novembre 1628. Don Abbondio, curato di un paese vicino a Lecco, torna a casa passeggiando e leggendo il breviario. Lungo una stradina incontra due bravi, uomini armati al servizio del signorotto don Rodrigo, che gli intimano di non celebrare il giorno dopo il matrimonio tra Renzo e Lucia: «questo matrimonio non s'ha da fare, né domani, né mai». Don Abbondio, uomo timoroso che ha scelto la quiete invece del coraggio, promette di obbedire. Rientrato a casa, sconvolto, si rifiuta di spiegare l'accaduto alla governante Perpetua, che però gli strappa il segreto.
Le tre versioni che seguono sono scritte da noi a scopo illustrativo e corrispondono alle tre modalità del Generatore di riassunti: Una frase, Paragrafo e Punti elenco. Non sono l'output esatto dello strumento, che può formulare in modo diverso.
Una frase
Don Abbondio, tornando a casa la sera del 7 novembre 1628, viene minacciato da due bravi che gli vietano di celebrare il matrimonio di Renzo e Lucia, e per paura promette di obbedire.
Paragrafo
Una sera di novembre del 1628 don Abbondio, curato di un paese vicino a Lecco, torna a casa a piedi e incontra due bravi al servizio di don Rodrigo. Gli ordinano di non celebrare il matrimonio di Renzo e Lucia, fissato per il giorno dopo. Il curato, che per carattere evita ogni rischio, promette di obbedire. A casa, turbato, finisce per raccontare tutto alla governante Perpetua.
Punti elenco
- Don Abbondio, curato, rientra a casa la sera del 7 novembre 1628.
- Due bravi di don Rodrigo lo fermano e gli vietano di celebrare il matrimonio di Renzo e Lucia.
- Il curato, spaventato, promette obbedienza.
- A casa, Perpetua gli fa confessare ciò che è successo.
Che cosa è stato tolto, e perché: la descrizione del paesaggio (non è necessaria per capire l'azione), i dettagli sull'aspetto dei bravi, i pensieri di don Abbondio sul suo modo di vivere. Che cosa è rimasto: i personaggi, il fatto, il motivo del conflitto, l'esito. Nota anche che nessuna delle tre versioni contiene un giudizio (non c'è scritto "povero don Abbondio" né "che vigliacco") e che tutte sono in terza persona, al presente.
Riassumere un testo non narrativo
Per un articolo o un capitolo di manuale cambiano le domande da farsi. Invece di chi e dove, chiediti:
- Qual è la tesi o l'argomento centrale?
- Quali argomenti o esempi la sostengono?
- Qual è la conclusione?
Ecco una frase di un testo espositivo inventato per l'esercizio: «Il Tevere, lungo circa 405 chilometri, nasce sul Monte Fumaiolo e sfocia nel Tirreno, attraversando Roma, che sorge sulle sue rive fin dall'antichità.» Un riassunto minimo è: Il Tevere nasce sul Monte Fumaiolo e sfocia nel Tirreno attraversando Roma. Il numero dei chilometri e l'inciso sull'antichità sono dettagli che si possono sacrificare, a meno che la consegna non chieda proprio di riportare i dati.
Errori frequenti, con la correzione
| Errore | Esempio | Come correggere |
|---|---|---|
| Prima persona | Io penso che Renzo sia coraggioso. | Togliere il giudizio, passare alla terza persona |
| Copia di frasi intere | Incollare il periodo dell'autore | Riformulare con parole tue o usare le virgolette |
| Dettagli inutili | Descrizione dei vestiti dei bravi | Tenere solo ciò che serve a capire i fatti |
| Discorso diretto | «Non s'ha da fare!» | Trasformare in discorso indiretto |
| Cambio di tempo | Incontra... poi incontrò... ora dice | Scegliere un tempo e mantenerlo |
| Informazioni aggiunte | Notizie su Manzoni non presenti nel brano | Riportare solo ciò che dice il testo |
| Troppi "poi" | Poi... e poi... poi... | Usare connettivi vari |
Checklist finale per scuola media e superiori
Prima di consegnare, controlla uno per uno questi punti:
- Ho rispettato la lunghezza richiesta (righe, parole o proporzione).
- Ho scritto in terza persona e senza commenti personali.
- Ho trasformato il discorso diretto in discorso indiretto.
- Ho mantenuto lo stesso tempo verbale dall'inizio alla fine.
- Ho riportato le informazioni nell'ordine del testo.
- Non ho aggiunto notizie che nel testo non ci sono.
- Nomi, date e cifre sono giusti.
- Non ci sono frasi copiate dal testo senza virgolette.
- Ho riletto ortografia, accenti, apostrofi e punteggiatura.
- Ho tolto esempi, ripetizioni e aggettivi che non servono.
Alla scuola media conta soprattutto la sequenza dei fatti; alle superiori serve anche distinguere tesi e argomenti, per esempio in vista della prima prova della maturità.
Come usare il Generatore di riassunti senza perdere il controllo
Il Generatore di riassunti di AdeptWrite accetta un testo (fino a 6.000 caratteri per volta) e lo riassume in una di tre modalità: Punti elenco, Paragrafo o Una frase. Può servire in tre modi sensati:
- Per controllare il tuo lavoro. Scrivi prima il tuo riassunto, poi confrontalo con quello dello strumento: se manca un'idea importante, probabilmente l'hai saltata.
- Per ripassare testi lunghi di studio, per capire la struttura prima di scrivere la tua versione.
- Per partire da una bozza da rivedere, correggere e riscrivere con le tue parole.
Due avvertenze oneste. Primo: lo strumento è pensato per tenere solo idee presenti nel testo, ma questo non toglie la necessità di rileggere: un riassunto automatico può omettere un passaggio che per il tuo insegnante è essenziale o semplificare troppo. Secondo: una consegna scolastica serve a verificare che tu sappia riassumere; consegnare come tuo un testo generato non è corretto e può essere contrario al regolamento della tua scuola. Se lo usi come aiuto, riscrivi e verifica ogni frase. Se hai già un riassunto e vuoi rifinire le frasi, prova il Parafrasatore online in modalità Standard o Formale.
Prova gli strumenti
Domande frequenti
Qual è la differenza tra riassunto e sintesi?
Il riassunto accorcia un solo testo mantenendo l'ordine delle idee, mentre la sintesi condensa e può riordinare le informazioni, spesso mettendo insieme più testi con un taglio tematico. Alcuni insegnanti usano i due termini quasi come sinonimi, quindi leggi bene la consegna.
Il riassunto va scritto in prima o in terza persona?
In terza persona, anche se il testo originale è scritto in prima. Il discorso diretto va trasformato in discorso indiretto e non devono comparire commenti o giudizi personali, a meno che la consegna non chieda un paragrafo di commento separato.
Quanto deve essere lungo un riassunto?
Dipende dalla consegna: righe, parole o una frazione del testo. Se non è indicato, si usa spesso circa un terzo o un quarto dell'originale, ma non è una regola ufficiale. Chiedi all'insegnante e conta le parole con un contatore.
Posso usare un generatore di riassunti per i compiti?
Puoi usarlo per ripassare, confrontare il tuo lavoro o avere una bozza, ma devi rileggere e riscrivere con le tue parole. Consegnare un testo generato come tuo può essere vietato dal regolamento della scuola, quindi controlla le regole e dichiara l'aiuto se richiesto.
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