Bibliografia e sitografia: differenze, ordine ed esempi per la tesi e la scuola
La bibliografia è l'elenco delle opere a stampa e dei testi che hai consultato; la sitografia è l'elenco separato dei siti web, usato soprattutto a scuola e in molte tesi. Si ordinano per cognome dell'autore (e poi per anno). Qui trovi le definizioni, i formati APA e all'italiana, la bibliografia ragionata e esempi per libro, articolo, sito, legge e tesi.
Qual è la differenza tra bibliografia e sitografia?
La bibliografia è l'elenco ordinato delle fonti a cui ti sei riferito scrivendo un testo: libri, articoli di rivista, saggi in volumi collettanei, tesi, atti di convegno. La sitografia è l'elenco, tenuto a parte, delle pagine web consultate. Il termine sitografia è molto diffuso a scuola, nelle tesine di maturità e in molte tesi triennali; non è invece una categoria che tutti i manuali di stile internazionali riconoscono, e in alcune università e riviste i siti vanno inseriti nella bibliografia unica insieme a tutto il resto.
Come orientarsi:
- Scuola (medie, superiori, tesina o percorso per l'esame di maturità): bibliografia e sitografia separate sono quasi sempre accettate, e spesso richieste dal docente.
- Università: leggi le norme redazionali del corso di laurea o del dipartimento. Alcuni chiedono una bibliografia unica; altri ammettono una sezione finale "Sitografia" o "Risorse online".
- Tesi di laurea: se la tua università non dice nulla, la soluzione più prudente è una bibliografia unica con due sezioni (fonti a stampa, fonti online), oppure la sitografia a parte se il relatore la preferisce.
Il dubbio si risolve in un modo solo: chiedere al relatore o al docente.
I termini da non confondere
| Termine | Che cosa contiene |
|---|---|
| Bibliografia | Tutte le opere citate o consultate, in ordine alfabetico |
| Sitografia | Solo le fonti web, con data di consultazione |
| Riferimenti bibliografici | Nome usato negli stili autore-data (come APA): contiene solo le opere citate nel testo |
| Bibliografia ragionata | Elenco con una breve nota di commento per ogni fonte |
| Bibliografia essenziale | Poche opere fondamentali, scelte dall'autore |
| Fonti | Spesso documenti primari (archivi, atti, testi normativi) distinti dalla letteratura critica |
Un punto sottile: in una bibliografia puoi includere anche opere che hai letto senza citarle; nei riferimenti bibliografici in stile APA entrano soltanto le opere effettivamente citate nel testo. Se usi APA, ogni citazione tra parentesi (Rossi, 2019) deve avere la sua voce nei riferimenti, e viceversa.
Come si ordina
La regola generale è l'ordine alfabetico per cognome del primo autore.
- Ordina le voci per cognome. Se hai più opere dello stesso autore, ordinale per anno (dalla più antica alla più recente) oppure, nello stile all'italiana, per ordine alfabetico del titolo.
- Per i cognomi con particella (De Mauro, Dalla Chiesa) l'ordine segue di solito la forma scritta del cognome intero: "De Mauro" sta alla D. Alcuni manuali ammettono eccezioni: segui sempre quello del tuo corso.
- Se manca l'autore (un sito istituzionale, una voce di enciclopedia), la voce si ordina per il nome dell'ente, per esempio "Accademia della Crusca", oppure per la prima parola significativa del titolo.
- Una sitografia si ordina in modo analogo: per autore o ente e, in sua assenza, per titolo della pagina.
- Se dividi per sezioni (fonti primarie, letteratura critica, fonti online), ordina alfabeticamente dentro ogni sezione.
Due formati: all'italiana e APA
Nelle tesi umanistiche italiane la bibliografia riprende il formato delle note, ma con il cognome davanti per poter ordinare. Nello stile APA 7 (diffuso in psicologia, scienze dell'educazione, economia e in molti corsi di area sociale) la data va dopo l'autore.
Libro (stile all'italiana):
Eco, Umberto, Come si fa una tesi di laurea, Bompiani, Milano 1977.
Libro (APA 7):
Eco, U. (1977). Come si fa una tesi di laurea. Bompiani.
La differenza visibile: nell'APA il nome è ridotto a iniziale, l'anno è tra parentesi dopo l'autore, e il luogo di edizione non compare.
Esempi per tipo di fonte
| Fonte | Stile all'italiana | APA 7 |
|---|---|---|
| Articolo in rivista | Rossi, Mario, Il lessico dell'ambiente, in «Studi di lessicografia», 12, 2019, 3, pp. 45-67. | Rossi, M. (2019). Il lessico dell'ambiente. Studi di lessicografia, 12(3), 45-67. |
| Capitolo in volume | Bianchi, Anna, Le città medievali, in Giorgio Verdi (a cura di), Storia d'Italia, Einaudi, Torino 2015, pp. 101-130. | Bianchi, A. (2015). Le città medievali. In G. Verdi (a cura di), Storia d'Italia (pp. 101-130). Einaudi. |
| Sito web | Accademia della Crusca, Consulenza linguistica, consultato il 1° novembre 2026, URL. | Accademia della Crusca. (s.d.). Consulenza linguistica. Recuperato il 1° novembre 2026, da URL |
| Legge | Legge 7 agosto 1990, n. 241, Nuove norme in materia di procedimento amministrativo. | Legge 7 agosto 1990, n. 241. Nuove norme in materia di procedimento amministrativo. |
| Tesi di laurea | Verdi, Paola, Titolo della tesi, tesi di laurea magistrale, Università di Esempio, relatore prof. Nome Cognome, a.a. 2023-2024. | Verdi, P. (2024). Titolo della tesi [Tesi di laurea magistrale, Università di Esempio]. |
Gli articoli, il capitolo, il sito e la tesi di questa tabella sono modelli con dati inventati per mostrare l'ordine degli elementi. Il libro di Eco e la legge 241/1990 sono reali.
Una nota sull'APA in italiano: le indicazioni ufficiali APA sono in inglese, e le abbreviazioni tradotte (a cura di, s.d. per "senza data", pp.) variano da università a università. Se il tuo ateneo ha un adattamento ufficiale, vale quello.
La sitografia in pratica
Per ogni pagina web indica gli elementi che permettono di ritrovarla:
- autore o ente responsabile;
- titolo della pagina;
- sito o organizzazione che la ospita (se diverso dall'autore);
- data di pubblicazione o di ultimo aggiornamento, se presente;
- URL completo;
- data di consultazione, perché le pagine cambiano o spariscono.
Esempio di sitografia da tesina:
- Accademia della Crusca, Consulenza linguistica, consultato il 1° novembre 2026, URL.
- Treccani, Vocabolario on line, voce "bibliografia", consultato il 1° novembre 2026, URL.
- Gazzetta Ufficiale, Legge 7 agosto 1990, n. 241, consultato il 1° novembre 2026, URL.
(Al posto di "URL" scrivi l'indirizzo completo della pagina che hai davvero consultato.) Preferisci fonti stabili e verificabili, come siti di enti pubblici, accademie, università e dizionari. Wikipedia può servire per orientarti, ma nelle tesi di norma non è considerata una fonte da citare: cita le fonti che essa riporta.
La bibliografia ragionata
Una bibliografia ragionata aggiunge a ogni voce due o tre righe che spiegano di che cosa tratta l'opera e perché è utile. È frequente nei corsi di metodologia, nelle tesine e negli elaborati di rassegna. Esempio:
Eco, Umberto, Come si fa una tesi di laurea, Bompiani, Milano 1977. Manuale classico sul metodo: dalla scelta dell'argomento alla redazione dell'indice, con indicazioni sulle schede di lettura.
Il commento va scritto con parole tue, in uno stile asciutto, e ogni voce deve restare riconoscibile come citazione completa.
Errori frequenti
- Mescolare i formati: cognome seguito dal nome in una voce, nome seguito dal cognome in un'altra.
- Dimenticare la data di consultazione nella sitografia.
- Ordine non alfabetico o ordine per tipo senza dichiararlo.
- Voci in bibliografia che non compaiono mai nel testo (se usi APA) o fonti citate nel testo che mancano dall'elenco.
- URL accorciati o incompleti, che non portano più alla pagina.
- Copiare la citazione da un sito senza verificarla: i dati vanno controllati sul frontespizio del libro o sulla pagina dell'articolo.
- Trattare Wikipedia come fonte unica.
Lista di controllo
- Ho verificato se il corso chiede bibliografia unica o sitografia separata?
- Tutte le voci seguono uno stesso formato?
- L'ordine è alfabetico per cognome, poi per anno?
- Le fonti web hanno URL completo e data di consultazione?
- Tutto ciò che ho citato nel testo o nelle note è nell'elenco?
- Ho aggiunto le leggi e le sentenze in una sezione a parte, se il mio corso lo prevede?
Come ti aiuta AdeptWrite
Il generatore di bibliografia ti fa compilare un modulo (tipo di fonte, autori, titolo, anno, editore, pagine, URL, data di consultazione) e produce la voce in APA 7, MLA 9, Chicago, Harvard o IEEE. Funziona nel browser, e le voci vanno sempre confrontate con il manuale di stile richiesto. Va detto con chiarezza che per l'italiano usa ancora i segnaposto inglesi (et al., pp., n.d.): correggili a mano con e altri, pp. o s.d. se la tua università lo richiede. Lo stile all'italiana con luogo e anno non è tra quelli predefiniti, quindi dovrai riordinare tu i campi.
Se devi capire come citare dentro il testo, leggi la guida sulle note a piè di pagina; per verificare di non aver lasciato frasi altrui senza fonte, prova l'antiplagio o consulta la guida sul controllo antiplagio per la tesi. Per pianificare i capitoli dove inserire le fonti c'è la guida all'indice della tesi in Word.
In breve
Bibliografia e sitografia sono due elenchi in ordine alfabetico: il primo per le opere a stampa, il secondo per i siti, sempre con data di consultazione. Nei riferimenti in stile APA entrano solo le opere citate; nella bibliografia puoi includere anche le letture di sfondo. Scegli un formato (all'italiana o APA), applicalo a tutte le voci e conferma con il relatore se la sitografia deve restare separata.
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Domande frequenti
La sitografia è obbligatoria nella tesi?
No, dipende dal corso di laurea. A scuola è molto comune, mentre in università alcuni dipartimenti chiedono una bibliografia unica che includa anche i siti web. Controlla le norme redazionali o chiedi al relatore prima di impostare gli elenchi.
Come si ordina una bibliografia in italiano?
Si ordina alfabeticamente per cognome del primo autore. Se un autore compare con più opere, si dispongono per anno oppure per titolo, secondo lo stile scelto. Le voci senza autore si ordinano per il nome dell'ente o per la prima parola significativa del titolo.
Che cos'è una bibliografia ragionata?
È una bibliografia in cui ogni voce è seguita da un breve commento di due o tre righe che spiega il contenuto dell'opera e la sua utilità per il tema. Il commento va scritto con parole tue, ma la citazione resta completa e uniforme.
Devo indicare la data di consultazione dei siti?
Sì, è buona pratica indicarla sempre per le pagine web, perché i contenuti cambiano o vengono rimossi. Scrivila in forma estesa, per esempio "consultato il 1° novembre 2026", insieme all'indirizzo completo della pagina.
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