Come fare la parafrasi: metodo ed esempi per la poesia e per la tesi
Fare la parafrasi significa riscrivere un testo con parole tue, mantenendone intatto il significato. A scuola vuol dire trasformare una poesia in prosa: si riordina la frase, si sciolgono le inversioni, si sostituiscono le parole antiche e si spiegano le figure. All’università vuol dire riformulare una fonte e citarla. Qui trovi il metodo per entrambi i casi, con esempi.
Come si fa la parafrasi, in breve
Per fare la parafrasi di un testo, leggilo fino in fondo, individua ciò che dice davvero, poi riscrivilo con parole e ordine tuoi senza aggiungere commenti e senza cambiare il significato. Se il testo è una poesia, la parafrasi è una prosa semplice e lineare, in cui ogni verso trova il suo posto. Se è una fonte per una tesina o una tesi, la parafrasi è una riformulazione che va sempre accompagnata dalla citazione dell'autore.
In italiano "fare la parafrasi" ha infatti due significati, e conviene tenerli distinti:
- La parafrasi scolastica: l'esercizio di scuola media e superiore in cui si "traduce" un testo letterario, quasi sempre in versi, nella prosa di oggi.
- La parafrasi di studio e di ricerca: la riformulazione di un passo altrui nel proprio elaborato, che richiede la fonte.
Questa guida segue entrambe le strade, con esempi prima e dopo. Se cerchi soprattutto una definizione, passa alla guida su parafrasi: significato e differenze.
Parte 1. La parafrasi di una poesia, passo per passo
Il Vocabolario Treccani descrive la parafrasi come la riesposizione, con parole proprie, di un testo (in particolare letterario), di solito più semplice e più chiara dell'originale. Il punto è proprio questo: la parafrasi non interpreta e non giudica, rende comprensibile. Per le poesie, che sono il caso più frequente a scuola, il metodo è sempre lo stesso.
Passo 1. Leggi tutto il testo prima di scrivere
Leggi la poesia due volte, ad alta voce se puoi. Alla prima lettura cerchi l'argomento generale, alla seconda segni le parole che non conosci. Non cominciare a riscrivere verso per verso: nelle poesie la frase spesso si chiude tre o quattro versi dopo.
Passo 2. Cerca il significato delle parole difficili
Sottolinea i termini antichi, poetici o rari e cercali sul dizionario, per esempio sul Vocabolario Treccani online. Scrivi accanto il sinonimo moderno più vicino. Se una parola ha più significati, scegli quello che regge il contesto.
Passo 3. Trova soggetto, verbo e complementi
Per ogni periodo individua il verbo principale e il suo soggetto, poi gli altri elementi. In poesia l'ordine delle parole è spesso invertito per ragioni di ritmo o di rima, e solo l'analisi logica ti dice chi fa che cosa.
Passo 4. Riporta le frasi all'ordine naturale
L'ordine naturale della frase italiana è soggetto, verbo, complementi. Sciogli le due inversioni più comuni:
- anastrofe: inversione di due parole vicine (per esempio "interminati spazi" invece di "spazi interminati");
- iperbato: separazione di parole che vanno insieme, con altre in mezzo.
Passo 5. Spiega le figure retoriche senza commentarle
Metafore, similitudini e altre figure vanno rese con parole che ne esprimano il senso: scrivi che cosa il poeta intende, non il nome della figura. Per riconoscerle puoi consultare la guida sulle figure retoriche.
Passo 6. Scrivi, rileggi e confronta
Scrivi la prosa, mantieni la persona e il tempo verbale del testo (se il poeta dice "io", resta "io"), poi confronta verso per verso con l'originale e controlla di non aver saltato nulla.
Un esempio completo: «L'infinito» di Leopardi
Ecco il testo, in pubblico dominio (Giacomo Leopardi, Canti):
Sempre caro mi fu quest'ermo colle, E questa siepe, che da tanta parte Dell'ultimo orizzonte il guardo esclude. Ma sedendo e mirando, interminati Spazi di là da quella, e sovrumani Silenzi, e profondissima quiete Io nel pensier mi fingo; ove per poco Il cor non si spaura. E come il vento Odo stormir tra queste piante, io quello Infinito silenzio a questa voce Vo comparando: e mi sovvien l'eterno, E le morte stagioni, e la presente E viva, e il suon di lei. Così tra questa Immensità s'annega il pensier mio: E il naufragar m'è dolce in questo mare.
Il lavoro sulle parole e sull'ordine
Applichiamo i passi ai primi versi.
| Nel testo | Che cosa è | Come si rende |
|---|---|---|
| ermo | aggettivo poetico | solitario, isolato |
| da tanta parte dell'ultimo orizzonte il guardo esclude | iperbato: il complemento è spezzato dal verbo | esclude (nasconde) il guardo dalla maggior parte dell'orizzonte più lontano |
| interminati spazi | anastrofe, aggettivo prima del nome | spazi senza fine |
| mi fingo | verbo letterario | mi immagino |
| per poco non si spaura | espressione poetica | il cuore quasi si spaventa |
| stormir | verbo poetico | il fruscio delle fronde mosse dal vento |
| mi sovvien | verbo letterario | mi viene in mente |
| s'annega | metafora | si perde, si smarrisce |
Nota il verso 3: "Dell'ultimo orizzonte il guardo esclude". Il soggetto è "siepe" (verso 2), il verbo è "esclude", il complemento oggetto è "il guardo". L'ordine naturale è: la siepe esclude lo sguardo dall'orizzonte più lontano. Senza questo lavoro di analisi si rischia di scrivere che è l'orizzonte a escludere qualcosa.
La parafrasi
Questo colle solitario mi è sempre stato caro, e anche questa siepe, che mi impedisce di vedere gran parte dell'orizzonte più lontano. Ma, mentre sto seduto a guardare, con il pensiero mi immagino, al di là della siepe, spazi senza fine, silenzi che superano ogni esperienza umana e una quiete profondissima: per questo il cuore quasi si spaventa. E quando sento il vento che fa fruscio tra queste piante, confronto quel silenzio infinito con questo suono; e mi viene in mente l'eternità, le stagioni ormai morte e il presente, vivo, con il suo rumore. Così il mio pensiero si perde in questa immensità, e naufragare in questo mare mi è dolce.
Osserva tre scelte:
- Ho mantenuto la prima persona ("mi è sempre stato caro", "mi immagino"), come nell'originale.
- Il presente dei verbi resta presente (sento, confronto).
- L'ultimo verso conserva la metafora del mare: puoi aggiungere una breve spiegazione ("è dolce smarrirsi nell'infinito"), ma la riflessione sul suo valore appartiene al commento, non alla parafrasi.
Parafrasi, commento e analisi: non confonderli
Un errore frequente nei compiti è scrivere nel mezzo della parafrasi frasi come "qui Leopardi esprime il suo pessimismo". Quella frase è un commento. La parafrasi risponde alla domanda "che cosa dice?", il commento a "perché e come lo dice?". Se la consegna chiede entrambe le cose, scrivi prima la parafrasi e poi, in un blocco separato, il commento.
Parte 2. La parafrasi di una fonte per la tesina o la tesi
All'università e nella tesina della maturità la parola "parafrasi" indica un'altra attività: riformulare un passo di un libro o di un articolo perché serva al tuo ragionamento. Qui il rischio non è sbagliare il significato di un verso, ma restare troppo vicino all'originale e risultare un plagio.
Il metodo
- Leggi e capisci, poi chiudi il libro. Se riesci a spiegare il passo a voce senza guardarlo, sei pronto.
- Scrivi dalla memoria, con il tuo ordine e le tue parole.
- Confronta con l'originale: devono restare uguali il significato e i termini tecnici, devono cambiare la struttura e il lessico comune.
- Cita la fonte in nota o nel testo, secondo le regole del tuo corso.
Cinque tecniche con esempi prima e dopo
Gli esempi sono inventati a scopo di esercizio: l'autrice e lo studio non esistono.
Testo originale (inventato): «La diffusione delle piattaforme di apprendimento a distanza ha modificato in modo sostanziale le abitudini di studio degli studenti universitari, che oggi alternano più spesso lezioni in presenza e materiali online» (Marta Bianchi, 2019, p. 45).
1. Cambiare la struttura della frase. Dal soggetto "la diffusione" al soggetto "gli studenti".
Oggi gli studenti universitari alternano con maggiore frequenza lezioni in aula e materiali in rete, perché le piattaforme di apprendimento a distanza si sono diffuse (Bianchi, 2019, p. 45).
2. Trasformare un verbo in sostantivo, o viceversa.
Secondo Bianchi (2019, p. 45), la diffusione delle piattaforme online ha prodotto un cambiamento rilevante nel modo in cui gli universitari studiano.
3. Unire o dividere i periodi.
Le piattaforme di apprendimento a distanza si sono diffuse. Di conseguenza gli studenti universitari studiano in modo diverso: combinano più spesso le lezioni in presenza con i materiali online (Bianchi, 2019, p. 45).
4. Sostituire le parole comuni, non i termini tecnici. "Abitudini di studio" può diventare "modo di studiare"; "piattaforme di apprendimento a distanza" è un'espressione stabile e di solito si lascia.
5. Cambiare l'ordine delle informazioni. Parti dall'effetto e arrivi alla causa, o viceversa.
Gli errori da evitare
- La parafrasi a mosaico: cambi qualche parola con i sinonimi ma lasci intatta la struttura. Resta troppo vicina alla fonte e un controllo la segnala.
- Il cambio di significato: "ha modificato in modo sostanziale" non è "ha modificato un poco". Sinonimi apparenti spostano l'intensità.
- La fonte mancante: una parafrasi senza citazione è comunque plagio. Per capire che cosa conta come plagio leggi cos'è il plagio e come evitare il plagio nella tesi.
Come citare una parafrasi
Una parafrasi non ha le virgolette, ma ha la fonte. Nelle tesi di area umanistica e giuridica si usa spesso la nota a piè di pagina, preceduta da "Cfr." o "Si veda" quando il passo è riformulato; nelle scienze sociali e sperimentali prevale il sistema autore-data (Bianchi, 2019). Le regole precise cambiano da corso a corso: segui le indicazioni del tuo relatore. Per le note trovi la guida sulle note a piè di pagina, per la lista finale quella su bibliografia e sitografia e lo strumento Generatore di bibliografia.
Come usare il Parafrasatore online
Il Parafrasatore online di AdeptWrite riscrive un testo con un motore AI, in 7 modalità: Standard, Formale, Informale, Accademico, Creativo, Accorcia e Allunga. In una singola esecuzione elabora al massimo 6.000 caratteri.
| Che cosa devi fare | Modalità consigliata | Attenzione |
|---|---|---|
| Rendere più chiaro un passo contorto | Standard | Controlla che il senso non cambi |
| Una mail o una relazione | Formale | Verifica il registro |
| Un messaggio o un post | Informale | Non adatta alla tesi |
| Un paragrafo di tesina | Accademico | La fonte va comunque citata |
| Ridurre uno scritto troppo lungo | Accorcia | Può eliminare sfumature |
| Dare più spiegazione a una frase | Allunga | Aggiunge spiegazione, non fatti nuovi |
Per capirci, ecco come potrebbe riscrivere una frase la modalità Accademico (ipotesi illustrativa: il motore può dare risultati diversi a ogni esecuzione).
Originale: «Il colle era un posto dove andavo spesso a pensare.» Accademico: «Il colle costituiva un luogo frequentato abitualmente per la riflessione.»
Il risultato è una riscrittura da rivedere, non un testo pronto. Lo strumento non conosce la tua fonte, non verifica i fatti e non decide se una citazione serve: lo decidi tu. Per la parafrasi scolastica di una poesia, usalo semmai per confrontare la tua prosa con un'altra versione, ma la parafrasi da consegnare deve restare tua: l'insegnante valuta proprio la tua comprensione del testo. Dopo la riscrittura passa il testo nel Correttore grammaticale, e se vuoi confrontare più varianti di una frase prova anche Riscrivi frasi o i Sinonimi.
Checklist finale
Per la parafrasi di una poesia
- Ho letto tutto il testo prima di scrivere?
- Ho cercato le parole che non conoscevo?
- Ho sciolto anastrofi e iperbati?
- Ogni verso ha il suo posto nella prosa?
- Ho conservato persona e tempi verbali?
- Ho spiegato le figure senza fare commenti?
Per la parafrasi di una fonte
- Ho scritto dopo aver chiuso il libro?
- Ho cambiato struttura e lessico, non solo qualche sinonimo?
- Il significato è identico, intensità compresa?
- Ho citato autore, anno e pagina o la nota?
- La fonte è nella bibliografia?
Errori comuni
- Saltare un verso perché difficile: la parafrasi deve essere completa.
- Copiare la poesia andando a capo come nell'originale: è prosa, non versi.
- Aggiungere giudizi personali dove non servono.
- Usare i sinonimi uno per uno, senza ricostruire la frase.
- Fidarsi di un risultato automatico senza rileggerlo con il testo accanto.
Domande frequenti
Le risposte brevi alle domande più cercate sono qui sotto. Per approfondire come si distingue dal riassunto, leggi come fare un riassunto.
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Domande frequenti
Quanto deve essere lunga una parafrasi?
Per una poesia la parafrasi è di solito un po’ più lunga dell’originale, perché spiega ciò che il verso suggerisce in poche parole. Non esiste una lunghezza fissa: deve coprire tutto il testo, verso per verso, senza saltare nulla. Per una fonte, la lunghezza dipende dal passo che riformuli.
Che differenza c’è tra parafrasi e riassunto?
La parafrasi riscrive tutto il testo con parole diverse, quindi ha una lunghezza simile all’originale. Il riassunto lo accorcia e tiene solo le informazioni essenziali. In una parafrasi non si salta nulla, in un riassunto sì: si scartano esempi e dettagli.
Una parafrasi va citata?
Sì. Se le idee non sono tue, devi indicare l’autore con una nota o con il sistema autore-data, anche se hai cambiato tutte le parole. Le virgolette servono solo per le citazioni letterali. Senza la fonte, una parafrasi viene considerata plagio nella maggior parte delle regole di ateneo.
Posso usare un parafrasatore online per i compiti?
Puoi usarlo per confrontare versioni o chiarire un passo, ma il risultato è una riscrittura da rivedere, non un compito finito. L’esercizio di parafrasi serve a verificare che tu abbia capito il testo, e il tuo insegnante o relatore può aver fissato regole sull’uso di strumenti: controllale prima.
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