Grammatica e ortografia

Segni di punteggiatura in italiano: regole, esempi e tabella giusto/sbagliato

Redazione di AdeptWriteAggiornato 10 min di lettura

La punteggiatura italiana segue regole di sintassi e di tipografia: la virgola separa elementi e incisi ma non divide soggetto e verbo, i due punti introducono, il punto e virgola sta a metà tra virgola e punto. Le virgolette tipiche sono le basse « », e apostrofo e accento non sono intercambiabili. Qui trovi ogni segno con esempi, errori comuni e come digitarli.

I segni di punteggiatura italiani in breve

In italiano i segni di interpunzione più usati sono undici: punto, virgola, punto e virgola, due punti, punto interrogativo, punto esclamativo, puntini di sospensione, virgolette, parentesi, trattino e lineetta. A questi si affiancano due segni che spesso si scambiano con la punteggiatura ma appartengono all'ortografia: l'apostrofo e l'accento.

La regola generale è questa: la punteggiatura indica le pause e i rapporti tra le parti della frase, non soltanto il respiro di chi legge. Le grammatiche italiane, il Vocabolario Treccani e la consulenza linguistica dell'Accademia della Crusca descrivono la maggior parte degli usi come norme di sintassi, con ampi margini di scelta stilistica in alcuni casi. Accanto agli errori veri esistono quindi molte soluzioni possibili, che dipendono dal tono del testo.

SegnoNomeA che cosa serveEsempio
.PuntoChiude una frase compiutaHo finito il tema.
,VirgolaSepara elenchi, incisi, vocativi, subordinateHo comprato pane, latte e uova.
;Punto e virgolaPausa intermedia tra due frasi collegateIl treno era in ritardo; ho aspettato un'ora.
:Due puntiIntroduce elenco, spiegazione, discorso direttoMi servono tre cose: tempo, calma, un dizionario.
?Punto interrogativoChiude una domanda direttaChe ore sono?
!Punto esclamativoEsclamazione, ordine, sorpresaChe bella giornata!
…Puntini di sospensioneFrase lasciata in sospeso, omissioneNon so, forse…
« »Virgolette basse (caporali)Discorso diretto, citazioniDisse: «Arrivo subito».
( )Parentesi tondePrecisazioni, informazioni accessorieRoma (capitale d'Italia)
-TrattinoUnisce parole o spezza una parola a fine rigasud-est, socio-economico
–LineettaIncisi e dialoghiIl libro – lo ammetto – mi è piaciuto.

La virgola: dove va e dove non va

La virgola è il segno più usato e il più sbagliato. Conviene ricordare prima i casi in cui si mette e poi quelli in cui non si mette.

Quando si mette la virgola

  1. Negli elenchi, tra gli elementi tranne che prima dell'ultimo se c'è la congiunzione: Ho portato penne, quaderni e un righello.
  2. Per isolare un inciso o un'apposizione, con una virgola prima e una dopo: Dante, il sommo poeta, nacque a Firenze.
  3. Dopo un vocativo: Marta, vieni qui. / Vieni qui, Marta.
  4. Prima di "ma", "però", "tuttavia", "anzi" quando introducono un'opposizione: Volevo uscire, ma pioveva.
  5. Dopo una subordinata che precede la principale: Quando arrivi, telefonami. Se la subordinata segue, la virgola di solito non serve: Telefonami quando arrivi.
  6. Nelle apposizioni di luogo e di data: Milano, 12 novembre 2026 (la data in intestazione si può scrivere con il mese in lettere).
  7. Per separare le proposizioni coordinate non legate da congiunzione: Arrivò, vide, vinse.

Quando NON si mette la virgola

  • Tra soggetto e verbo: Il professore di storia, ha corretto i compiti. è sbagliato; si scrive Il professore di storia ha corretto i compiti. Fa eccezione un inciso chiuso da due virgole: Il professore, che insegna da anni, ha corretto i compiti.
  • Tra verbo e complemento oggetto: Ho comprato, il giornale. è un errore.
  • Prima di "che" dichiarativo: Penso, che sia tardi. è sbagliato.
  • Prima della "e" semplice tra due elementi: pane e burro, non pane, e burro. Quando la "e" collega due frasi con soggetti diversi la virgola è ammessa: Io leggo, e tu scrivi.
  • Tra aggettivo e nome quando l'aggettivo è un solo: una bella giornata, non una bella, giornata.

Un caso che fa cambiare il senso

La virgola può cambiare il significato di una frase: Gli studenti, che hanno studiato, sono stati promossi (tutti hanno studiato e tutti sono stati promossi) è diverso da Gli studenti che hanno studiato sono stati promossi (solo quelli che hanno studiato). Nel primo caso la relativa è un inciso, nel secondo è limitativa. Se scrivi testi scolastici o professionali, controlla sempre questo tipo di frasi.

Punto e virgola, due punti e punto

Il punto e virgola

Il punto e virgola segna una pausa più forte della virgola e meno forte del punto. Si usa tra due frasi che hanno un legame logico stretto: Non ho studiato abbastanza; il compito è andato male. Si usa anche negli elenchi lunghi, quando gli elementi contengono già virgole: Hanno partecipato Marco, studente di Torino; Laura, che viene da Bari; Giulia, di Palermo.

Dopo il punto e virgola si scrive la lettera minuscola, salvo nomi propri.

I due punti

I due punti annunciano qualcosa. Si usano per:

  • introdurre un elenco: Porta con te: documento, penna e acqua.
  • dare una spiegazione o una conseguenza: Non sono venuto: avevo la febbre.
  • aprire il discorso diretto: Marta disse: «Sono pronta».

Dopo i due punti si usa la minuscola, tranne quando introducono un discorso diretto tra virgolette o una citazione che inizia con maiuscola. Non si mettono i due punti subito dopo un verbo che regge direttamente l'elenco: I colori sono: rosso, giallo e blu. è comune ma poco elegante; meglio I colori sono rosso, giallo e blu.

Il punto

Il punto chiude una frase compiuta e la parola successiva inizia con la maiuscola. Non si mette alla fine di un titolo, di un'intestazione o di una didascalia breve. Il punto fermo non compare dopo il punto interrogativo o esclamativo: Hai finito? basta da solo.

Non confondere il punto che chiude la frase con quello delle abbreviazioni (sig.ra, ecc., pag.): in questi casi, se l'abbreviazione chiude la frase, il punto è uno solo.

Punto interrogativo, punto esclamativo e puntini di sospensione

Il punto interrogativo chiude una domanda diretta: Quando parti? Nella domanda indiretta non serve: Mi chiedo quando parti. La maiuscola dopo il punto interrogativo è obbligatoria se la frase successiva è un nuovo periodo.

Il punto esclamativo esprime sorpresa, ordine, augurio: Auguri! Usalo con parsimonia, soprattutto in testi formali. Una sola esclamazione basta; !!! non è corretto in uno scritto sorvegliato.

I puntini di sospensione sono tre, mai di più né di meno: Non so… Servono per lasciare in sospeso la frase, per indicare esitazione o per segnalare un taglio in una citazione, nel qual caso si mettono tra parentesi quadre: […]. Dopo i puntini la lettera maiuscola si usa solo se inizia una nuova frase.

Un errore frequente è unire il punto ai puntini (Non so….): i puntini sostituiscono il punto, non si aggiungono.

Virgolette: basse, alte e apici

In italiano le virgolette di riferimento sono le virgolette basse « », dette anche caporali o sergenti. Si usano per il discorso diretto, le citazioni e i titoli di opere in molti testi a stampa: Ha detto: «Non ci sono problemi».

Esistono altre forme:

  • Virgolette alte doppie " " (o “ ”): molto diffuse nel digitale, sono accettate soprattutto nelle comunicazioni informali e nei testi web.
  • Apici singoli ‘ ’: si usano per una citazione all'interno di una citazione o per segnalare un termine usato in senso particolare.

La regola pratica è sceglierne un tipo e mantenerlo in tutto il documento. Se citi dentro una citazione, alterna: «Il maestro ha detto: ‘Leggete con attenzione’ e poi è uscito».

Per il punto finale rispetto alle virgolette si trovano due usi (fuori se la citazione è parte di una frase più ampia, dentro se è una frase autonoma): sii coerente e segui le norme redazionali del tuo corso, se esistono.

Parentesi, trattino e lineetta

Le parentesi tonde racchiudono precisazioni o dati accessori: L'Accademia della Crusca (fondata a Firenze nel XVI secolo) si occupa di lingua italiana. Le parentesi quadre si usano nelle citazioni per segnalare un taglio o un'integrazione dell'autore: «Nel mezzo del cammin […] mi ritrovai».

Il trattino (-) è corto e unisce: sud-est, socio-economico, medico-chirurgico. Si usa anche per andare a capo spezzando una parola, secondo le regole della sillabazione. Non ha spazi intorno.

La lineetta (– o —) è più lunga e funziona come una coppia di virgole più marcata, o come segno di dialogo. Ha spazi prima e dopo: La riunione – lo sapevamo tutti – è stata rinviata. In un dialogo narrativo introduce le battute: – Vieni con me? – chiese Anna. Nei testi italiani le lineette sono preferibili ai trattini corti per gli incisi.

Apostrofo e accento: non sono la stessa cosa

L'apostrofo (') indica la caduta di una vocale o di una sillaba; l'accento (è, à, ò) segna la vocale tonica quando la parola è tronca o per distinguere parole identiche.

GiustoSbagliatoPerché
qual èqual'è"qual" è un troncamento, non un'elisione: niente apostrofo
un po'un pò"po'" è troncamento di "poco": ci vuole l'apostrofo
èe'la "e" con apostrofo non sostituisce l'accento
perchéperche'le parole tronche vogliono l'accento, non l'apostrofo
cos'ècosè"cosa è" si riduce con l'apostrofo
sì (affermazione)si (affermazione)senza accento è il pronome: si lava
né … néne … nesenza accento è un altro monosillabo
un'amicaun amicadavanti a nome femminile l'articolo si elide
un amicoun'amicodavanti a nome maschile non si elide

Il Correttore ortografico di AdeptWrite segnala proprio questi errori meccanici, come "qual'è", "un pò" o "e'" al posto di "è".

Per capire quali parole richiedono l'accento e quali l'apostrofo, vedi anche Errori di ortografia comuni e Ha, o, a: gli omofoni.

Come digitare « », è, È, é, à e gli altri caratteri

I caratteri accentati delle vocali minuscole (à, è, é, ì, ò, ù) sono sulla tastiera italiana a destra, vicino al tasto Invio. Per le maiuscole e per i caporali serve qualche accorgimento.

Su Windows

  • È e É maiuscole: tieni premuto Alt e digita sul tastierino numerico 0200 (È) o 0201 (É). In alternativa attiva il blocco maiuscole e premi il tasto dell'accento.
  • « »: Alt+0171 per « e Alt+0187 per ».
  • Lineetta –: Alt+0150; lineetta lunga —: Alt+0151.

Su Mac

  • « »: sulla tastiera italiana si ottengono di norma con Opzione+\ e Opzione+Maiusc+\; se il tasto non risponde apri il Visualizzatore tastiera dal menu delle lingue e controlla la disposizione dei caratteri.
  • Lineetta –: Opzione+trattino; lineetta lunga —: Opzione+Maiusc+trattino.

A inizio frase scrivi È, non E': E' tardi è un errore diffuso anche nei documenti ufficiali.

Errori frequenti, in ordine di gravità

  1. Virgola tra soggetto e verbo: Mio fratello, è partito.
  2. Mancanza di spazio dopo il segno (Ciao,come stai?) o spazio prima (Ciao , come stai?): in italiano non c'è spazio prima di virgola, punto, due punti, punto e virgola, ? e !; c'è uno spazio dopo.
  3. Maiuscola dopo la virgola o dopo il punto e virgola senza un motivo.
  4. Apostrofo al posto dell'accento (perche', cosi').
  5. Qual'è al posto di qual è.
  6. Più di tre puntini: Non so....
  7. Mescolare tipi di virgolette nello stesso testo.
  8. Trattino al posto della lineetta negli incisi.
  9. Punto dopo il titolo di un capitolo o di una tesi.

Checklist prima di consegnare

  • Ogni frase inizia con la maiuscola e finisce con un punto, un ? o un !.
  • Nessuna virgola separa soggetto e verbo né verbo e complemento oggetto.
  • Gli incisi sono chiusi da due virgole, due lineette o due parentesi.
  • Le virgolette sono tutte dello stesso tipo e i caporali sono chiusi correttamente.
  • Gli apostrofi e gli accenti sono quelli giusti (qual è, un po', perché, È).

Esempio svolto: prima e dopo

Testo di partenza:

Ciao Marta, ti scrivo perche' vorrei sapere qual'è la data dell'esame.. Il professore, ha detto che sarà a gennaio ma non sono sicuro. Mi puoi dire se hai notizie ???

Testo corretto:

Ciao Marta, ti scrivo perché vorrei sapere qual è la data dell'esame. Il professore ha detto che sarà a gennaio, ma non sono sicuro. Mi puoi dire se hai notizie?

Controllare con gli strumenti

Incolla il testo (massimo 6.000 caratteri per esecuzione) nel Correttore grammaticale per vedere ogni modifica evidenziata; rileggi sempre il risultato, perché nessun correttore capisce l'intenzione di chi scrive.

In sintesi

La punteggiatura italiana è fatta di regole e di scelte. Le regole riguardano la virgola (mai tra soggetto e verbo), l'apostrofo e l'accento (qual è, un po', perché), i tre puntini e le virgolette coerenti. Le scelte riguardano il ritmo: più virgole per un testo lento, più punti per uno veloce. Quando hai un dubbio, consulta una grammatica di riferimento, il Vocabolario Treccani o la consulenza linguistica dell'Accademia della Crusca, e poi usa gli strumenti per un ultimo controllo.

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Domande frequenti

Quali sono i segni di punteggiatura in italiano?

I principali sono punto, virgola, punto e virgola, due punti, punto interrogativo, punto esclamativo, puntini di sospensione, virgolette, parentesi, trattino e lineetta. Apostrofo e accento appartengono all'ortografia ma si confondono spesso con la punteggiatura, quindi conviene impararli insieme agli altri segni.

Si mette la virgola prima di "ma"?

Sì, di norma si mette la virgola prima di "ma" quando introduce un'opposizione tra due frasi: "Volevo uscire, ma pioveva". Se "ma" unisce due singole parole, come in "stanco ma felice", la virgola non è necessaria, anche se in testi curati si trova.

Che differenza c'è tra trattino e lineetta?

Il trattino (-) è corto, senza spazi, e unisce parole come "sud-est". La lineetta (– o —) è più lunga, ha uno spazio prima e dopo e serve per gli incisi o per le battute di dialogo. Confondere i due segni è un errore tipografico comune.

Come si scrive qual è, con o senza apostrofo?

Si scrive senza apostrofo: "qual è". Qual è un troncamento di "quale", non un'elisione, quindi l'apostrofo non serve. Lo stesso vale davanti ad altre forme come "qual era". Il correttore ortografico di AdeptWrite segnala l'errore "qual'è" tra quelli meccanici più frequenti.

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