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Connettivi testuali in italiano: elenco per funzione, punteggiatura ed esempi

Redazione di AdeptWriteAggiornato 10 min di lettura

I connettivi testuali sono le parole e le espressioni che legano frasi e paragrafi e dicono che rapporto c'è tra loro: aggiunta, contrasto, causa, conseguenza, conclusione, tempo, esempio, riformulazione. Si scelgono per funzione, non per varietà. Qui trovi l'elenco per gruppi, la virgola che ciascuno richiede, un paragrafo riscritto prima e dopo e gli errori da evitare.

Che cosa sono i connettivi e a che cosa servono

I connettivi testuali (o connettivi logici) sono parole o gruppi di parole che collegano due frasi, due periodi o due paragrafi e rendono esplicito il rapporto che c'è tra loro. Possono essere congiunzioni (ma, perché, quindi), avverbi (infatti, dunque, tuttavia) oppure locuzioni (per questo motivo, in altre parole, a questo proposito).

La regola che conta è una sola: un connettivo si sceglie per la funzione che svolge, non per abbellire. Se tra due frasi c'è un contrasto, serve un avversativo; se la seconda è la conseguenza della prima, serve un consecutivo. Un connettivo sbagliato non è un difetto di stile ma un errore di logica: dice al lettore una cosa che il testo poi non conferma.

Nei temi scolastici, nei testi argomentativi, nelle relazioni e nelle tesi i connettivi sono la parte che il lettore usa per seguire il ragionamento. Per questo compaiono tra i criteri di valutazione di molte griglie di correzione (coesione e coerenza del testo), come quelle usate dalle commissioni per la prima prova dell'esame di maturità. Le grammatiche di riferimento e il Vocabolario Treccani descrivono questi elementi come segnali di coesione; per i dubbi d'uso puoi consultare anche la consulenza linguistica dell'Accademia della Crusca.

Elenco dei connettivi per funzione

La tabella riassume i gruppi principali. Le sezioni successive spiegano come usarli e che punteggiatura richiedono.

FunzioneChe cosa dice al lettoreConnettivi frequenti
Aggiuntivi"c'è anche questo"inoltre, in aggiunta, per di più, oltre a ciò, non solo… ma anche, altresì
Avversativi e concessivi"ma qui c'è un contrasto"ma, però, tuttavia, eppure, al contrario, d'altra parte, nonostante, sebbene
Causali"ecco il motivo"perché, poiché, dato che, siccome, infatti, in quanto, per via di
Consecutivi"ne deriva questo"quindi, perciò, pertanto, di conseguenza, per questo motivo, così che
Conclusivi"tirando le somme"dunque, in conclusione, in definitiva, insomma, in sintesi, per concludere
Temporali"quando e in che ordine"prima, poi, in seguito, nel frattempo, intanto, infine, dopo di che
Esemplificativi"ecco un caso concreto"per esempio, ad esempio, come, in particolare, ossia, vale a dire
Di riformulazione"lo dico in un altro modo"cioè, in altre parole, ovvero, ossia, detto altrimenti

Connettivi aggiuntivi

Servono ad aggiungere un argomento dello stesso peso dei precedenti. Inoltre, in più, per di più e oltre a ciò fanno proseguire il discorso; non solo… ma anche lo costruisce a coppia.

  • La biblioteca comunale è aperta fino alle 22. Inoltre, offre postazioni di studio gratuite.
  • Il corso non solo prepara all'esame, ma anche insegna a organizzare il tempo.

Attenzione: per di più ha un tono più colloquiale; in un testo di studio funziona meglio inoltre, ma non ripetuto a ogni frase (vedi più sotto).

Connettivi avversativi e concessivi

Introducono un contrasto. Ma e però sono i più neutri; tuttavia e eppure sono più forti e adatti allo scritto; al contrario oppone due affermazioni; d'altra parte apre un secondo punto di vista senza negare il primo. I concessivi (sebbene, benché, nonostante) riconoscono un fatto per poi superarlo e vogliono il congiuntivo (sebbene sia, benché abbia).

  • Il progetto era ambizioso; tuttavia, il budget non bastava.
  • Sebbene il testo sia breve, contiene tre errori.

Connettivi causali

Spiegano il perché. Perché è il più generale; poiché, dato che e siccome sono più formali e di solito aprono la frase (Siccome pioveva, siamo rimasti a casa); infatti non introduce la causa ma conferma quanto detto prima con una prova: Il metodo funziona: infatti i risultati sono migliorati.

Connettivi consecutivi e conclusivi

Quindi, perciò, pertanto e di conseguenza indicano che la seconda frase deriva dalla prima. Dunque, in conclusione, in definitiva e in sintesi chiudono un ragionamento. La differenza pratica: il consecutivo può comparire a metà testo ogni volta che c'è una conseguenza; il conclusivo si usa una volta, quando si tirano le somme.

Connettivi temporali, esemplificativi e di riformulazione

I temporali (prima, poi, in seguito, infine) ordinano una sequenza, ideali per le relazioni e i testi espositivi. Gli esemplificativi (per esempio, ad esempio, in particolare) introducono un caso concreto. I connettivi di riformulazione (cioè, ovvero, in altre parole) spiegano meglio ciò che è stato appena detto: La coesione, cioè il legame tra le parti del testo, si costruisce anche con i connettivi.

Punteggiatura: dove va la virgola

La virgola con i connettivi è la fonte di molti dubbi. Non esiste una regola unica, ma si può ragionare in modo semplice: se il connettivo è un inciso, la virgola lo isola; se è una congiunzione che lega direttamente due parti, di solito non serve.

ConnettivoPosizioneEsempio
InfattiInizio frase, virgola dopoInfatti, i dati confermano l'ipotesi.
InfattiDentro la frase, tra virgoleI dati, infatti, confermano l'ipotesi.
TuttaviaInizio frase, virgola dopo (anche dopo il punto e virgola)Ha studiato molto; tuttavia, non ha superato la prova.
TuttaviaDentro la fraseNon ha, tuttavia, superato la prova.
DunqueInizio frase, spesso senza virgolaDunque abbiamo deciso di partire.
DunqueA metà frase, tra virgole se è un incisoAbbiamo, dunque, deciso di partire.
Quindi / perciòDopo virgola o punto e virgolaEra tardi, quindi sono tornato a casa.
MaDopo virgola quando oppone due frasiVolevo restare, ma dovevo partire.
InoltreInizio frase, virgola dopoInoltre, il costo è contenuto.
Per esempioTra virgole o dopo i due puntiMolti libri, per esempio i romanzi storici, richiedono tempo.

Tre consigli pratici:

  1. Prima di "tuttavia" si preferisce il punto (Tuttavia, …) o il punto e virgola (…; tuttavia, …); la sola virgola si trova, ma è meno netta.
  2. Dopo "dunque" a inizio frase la virgola è facoltativa; con l'inciso dunque è meglio tra virgole.
  3. Non spezzare con la virgola un soggetto dal verbo perché c'è un connettivo in mezzo: Il metodo, infatti, funziona è corretto; Il metodo infatti, funziona no.

Per un ripasso più ampio sui segni, leggi la guida su segni di punteggiatura.

Esempio prima e dopo: un paragrafo di tema

Ecco un paragrafo di un tema dal titolo "I social network e lo studio", scritto di fretta da uno studente di terza superiore. È pieno di connettivi, ma usati male.

Prima:

I social network sono molto usati dagli studenti. Inoltre sono utili per condividere appunti. Inoltre aiutano a restare in contatto con i compagni. Inoltre distraggono durante lo studio. Inoltre molti ragazzi passano ore al telefono. Quindi bisogna usarli con equilibrio.

Che cosa non va:

  • quattro inoltre di fila: il connettivo promette un'aggiunta dello stesso tipo, ma la quarta frase contraddice le precedenti (parla di svantaggi, non di vantaggi);
  • manca un avversativo che segnali il passaggio dai pregi ai rischi;
  • quindi introduce una conclusione che non è ancora argomentata;
  • le frasi sono corte e tutte con lo stesso schema.

Dopo:

I social network sono ormai parte della vita scolastica: gli studenti li usano per condividere appunti e per restare in contatto con i compagni, anche fuori dall'orario delle lezioni. Tuttavia, gli stessi strumenti possono diventare una distrazione, soprattutto quando il telefono resta acceso durante lo studio. Per questo motivo conviene stabilire alcune regole, ad esempio fissare un'ora al giorno senza notifiche. In definitiva, i social network non sono né un vantaggio né un danno per natura: dipende dall'uso che se ne fa.

Che cosa è cambiato: un solo avversativo (tuttavia) segna il passaggio dai pregi ai rischi; soprattutto precisa; per questo motivo collega il problema alla soluzione; ad esempio porta un caso concreto; in definitiva chiude il ragionamento una volta sola. I connettivi sono meno, ma ognuno fa un lavoro.

Gli errori più comuni

  • La catena di "inoltre" (o di poi, quindi, infatti). Se ogni frase inizia con lo stesso connettivo, il lettore smette di notarlo. Spesso basta eliminarlo: se il rapporto è ovvio, la frase regge da sola. Le bozze scritte con strumenti di intelligenza artificiale tendono proprio a questo schema (Inoltre… Inoltre… In conclusione…): è un segnale da rivedere, non una prova di niente, e se vuoi sapere come intervenire c'è la guida su come rendere umano un testo scritto con l'AI.
  • "Infatti" al posto di "invece". Infatti conferma, invece oppone. Pensavo fosse facile; infatti era difficile è sbagliato; serve invece.
  • "Pertanto" e "quindi" senza una causa. Se la conseguenza non deriva davvero dalla frase precedente, il connettivo "promette" una logica che non c'è.
  • "Ma" e "però" insieme (ma però): è ridondante. Ne basta uno.
  • "Mentre" usato come avversativo senza ragione: in contesti formali può risultare vago; meglio invece o al contrario.
  • Concessive con l'indicativo: sebbene è tardi è sbagliato; si scrive sebbene sia tardi.
  • Connettivi troppo lunghi per frasi corte: per quanto riguarda il fatto che si può quasi sempre ridurre a quanto a o a un semplice se.
  • Mescolare registri: dunque e pertanto sono formali; quindi e allora sono più vicini al parlato. Scegli il registro dello scritto e mantienilo.

Come usarli: una procedura in cinque passi

  1. Scrivi prima il contenuto. Non riempire la bozza di connettivi mentre scrivi: aggiungili in rilettura.
  2. Per ogni coppia di frasi, chiediti che rapporto c'è. Aggiunta? Contrasto? Causa? Conseguenza? Esempio?
  3. Se il rapporto è chiaro senza connettivo, toglilo. Un testo con meno connettivi ma scelti bene suona più naturale.
  4. Varia per funzione, non per sinonimo. Cambiare inoltre con per di più non risolve nulla; risolve cambiare la struttura (accorpare due frasi, usare i due punti, aprire con un complemento).
  5. Controlla la punteggiatura secondo la tabella qui sopra e rileggi ad alta voce: dove ti fermi, di solito serve una virgola.

Dove stanno meglio

  • Tema e testo argomentativo: connettivi di contrasto e conclusione per sviluppare la tesi (vedi come scrivere un tema e come scrivere un testo argomentativo).
  • Relazione e testo espositivo: temporali e di riformulazione per ordinare i passaggi.
  • Introduzione e conclusione: pochi connettivi, ma chiari: in questo elaborato, in sintesi (vedi come scrivere l'introduzione).
  • Mail formali: connettivi sobri (pertanto, in merito a), senza eccessi di burocratese.

Usare gli strumenti di AdeptWrite

Gli strumenti non scelgono i connettivi al posto tuo, ma possono aiutarti nei passaggi pratici. Descriviamo cosa fanno davvero:

  • Il Generatore di paragrafi crea un paragrafo di introduzione, svolgimento o conclusione, oppure argomentativo ed espositivo, a partire dalla tua idea. Usalo come bozza: rivedi i connettivi che inserisce e adattali al rapporto reale tra le frasi.
  • Riscrivi frasi rende più chiare e scorrevoli le frasi contorte. Utile quando un periodo è appesantito da tre connettivi di fila: puoi incollarlo e confrontare la versione proposta.
  • Il Correttore grammaticale evidenzia gli errori di grammatica, ortografia e punteggiatura, comprese virgole mancanti o di troppo accanto ai connettivi. Il limite è di 6.000 caratteri per esecuzione; rileggi sempre i suggerimenti, perché non capisce l'intenzione di chi scrive.

Come per ogni strumento, il risultato va controllato: nessun programma sa quale rapporto logico volevi esprimere.

Lista di controllo prima di consegnare

  • Ogni connettivo corrisponde a un rapporto reale tra le frasi?
  • Nessun connettivo si ripete in tre frasi consecutive?
  • Hai evitato ma però, infatti usato come invece, concessive con l'indicativo?
  • Le virgole intorno a infatti, tuttavia, dunque seguono un criterio coerente?
  • Il registro è uniforme (pertanto con dunque, quindi con allora)?
  • La conclusione compare una sola volta, con un connettivo conclusivo?

In sintesi

I connettivi sono i segnali di direzione di un testo: pochi, ben scelti e al posto giusto, rendono chiaro il ragionamento. Scegli il connettivo per la funzione (aggiunta, contrasto, causa, conseguenza, conclusione), ricorda la virgola con gli incisi come infatti e tuttavia, e riduci le catene di inoltre. Per i casi dubbi consulta una grammatica di riferimento, il Vocabolario Treccani o la consulenza linguistica dell'Accademia della Crusca, poi rileggi il testo ad alta voce.

Prova gli strumenti

Generatore di paragrafi
Un paragrafo di introduzione, svolgimento o conclusione, oppure descrittivo, espositivo, narrativo, argomentativo o persuasivo, a partire dalla tua idea.
Apri lo strumento
Riscrivi frasi
Rendi chiare e scorrevoli le frasi contorte, pesanti o poco chiare.
Apri lo strumento
Correttore grammaticale italiano
Correggi grammatica, ortografia e punteggiatura in italiano e in altre lingue, con ogni modifica evidenziata.
Apri lo strumento

Domande frequenti

Quali sono i connettivi testuali più usati in italiano?

I più usati sono inoltre (aggiunta), ma, però e tuttavia (contrasto), perché e poiché (causa), quindi, perciò e pertanto (conseguenza), dunque e in conclusione (chiusura), per esempio (esempio) e cioè (riformulazione). Si scelgono sempre in base al rapporto logico tra le frasi.

Si mette la virgola dopo "infatti" e "tuttavia"?

Quando aprono la frase, di solito sì: "Infatti, i dati confermano". Dentro la frase, si isolano tra virgole come incisi: "I dati, infatti, confermano". Dopo un punto e virgola, "tuttavia" è di norma seguito dalla virgola. Dopo "dunque" a inizio frase la virgola è facoltativa.

Quanti connettivi servono in un tema?

Non esiste un numero giusto. Servono quanti ne richiede il ragionamento: uno per ogni passaggio che altrimenti non sarebbe chiaro. Se il rapporto tra due frasi è evidente, il connettivo si può togliere. Conta la varietà di funzioni (contrasto, causa, conclusione), non la quantità.

Qual è la differenza tra "infatti" e "invece"?

"Infatti" conferma quanto detto prima con una prova o una spiegazione: "Studia molto; infatti ha superato l'esame". "Invece" introduce un contrasto: "Pensavo di farcela, invece ho sbagliato". Scambiarli è un errore frequente che cambia il senso della frase.

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