Parafrasi e riassunto

Parafrasi: significato, esempi e differenze con riassunto e citazione

Redazione di AdeptWriteAggiornato 7 min di lettura

La parafrasi è la riscrittura di un testo con parole diverse che ne conserva tutto il significato. Il Vocabolario Treccani la definisce come riesposizione, con parole proprie, di un testo, di solito più semplice dell’originale. Non è un riassunto, perché non toglie nulla, e non è un commento, perché non giudica. Se le idee sono altrui, la fonte va citata.

Parafrasi: il significato in una frase

Parafrasi è la riscrittura di un testo con parole diverse da quelle originali, senza cambiarne il significato e senza ometterne le informazioni. Il Vocabolario Treccani la presenta come la riesposizione di un testo, specie letterario, con parole proprie, di solito in forma più semplice e chiara. La parola viene dal greco e indica un "dire in altro modo": è questo il suo nucleo.

Lo stesso lemma ha anche un significato musicale (una composizione che segue un brano di partenza con variazioni), ma quando si parla di scuola, tesine e tesi si intende sempre il significato testuale.

Due usi, due contesti:

  • a scuola la parafrasi è l'esercizio che trasforma una poesia o un brano antico in prosa moderna;
  • nello studio e nella ricerca è la riformulazione di un passo altrui, che va attribuito con una citazione.

Per il metodo completo, passo per passo, c'è la guida su come fare la parafrasi. Qui ci occupiamo di capire che cos'è, che cosa non è e quando serve la citazione.

Parafrasi, riassunto, citazione, commento e analisi

Sono cinque operazioni diverse, che gli insegnanti valutano con criteri diversi. Spesso le consegne le chiedono insieme (per esempio "parafrasi e analisi del testo"), quindi conviene saperle separare.

OperazioneChe cosa faCambia le parole?Cambia la lunghezza?Esprime un giudizio?Serve la fonte?
ParafrasiDice la stessa cosa con altre paroleSìResta simile (a volte più lunga)NoSì, se le idee sono altrui
RiassuntoRiduce il testo alle informazioni essenzialiSì, in genereMolto più breveNoSì
CitazioneRiporta il testo alla lettera, tra virgoletteNoDipendeNoSempre
CommentoSpiega e valuta ciò che il testo diceSìLiberaSìPer le idee altrui
Analisi del testoStudia forma, temi, lessico, figure e contestoSìLiberaIn partePer le idee altrui

Una regola pratica per distinguerle: la parafrasi risponde a "che cosa dice il testo?", il riassunto a "quali sono i punti principali?", il commento a "che cosa ne penso e perché?", l'analisi a "come è costruito e che cosa significa?". Per il riassunto trovi un metodo a parte in come fare un riassunto.

Cinque esempi prima e dopo

I cinque esempi mostrano generi molto diversi, perché la parafrasi non si fa allo stesso modo su un verso, su un romanzo e su una norma. Gli esempi di cronaca e di saggistica sono inventati per esercizio.

1. Un verso di poesia (Leopardi)

Originale (da L'infinito, Giacomo Leopardi):

Sempre caro mi fu quest'ermo colle

Parafrasi:

Questo colle solitario mi è sempre stato caro.

Che cosa è cambiato: "ermo" (poetico) diventa "solitario"; il verbo passa dal passato remoto "fu" al passato prossimo "è stato", più vicino all'italiano di oggi; l'ordine torna quello naturale (soggetto, verbo, complemento). Il significato non si è mosso.

2. Un brano di romanzo (Manzoni)

Originale (da I promessi sposi, capitolo I):

Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura di fiume.

Parafrasi:

Quella parte del lago di Como che si dirige verso sud è chiusa tra due catene ininterrotte di monti e ha molte insenature e piccoli golfi, perché le montagne sporgono e rientrano. A un certo punto, quasi all'improvviso, il lago si restringe e assume l'aspetto e il corso di un fiume.

Che cosa è cambiato: la frase unica, lunghissima, è divisa in due; "volge a mezzogiorno" diventa "si dirige verso sud"; "ristringersi" è reso con "si restringe". Resta tutto il contenuto geografico: la parafrasi non lo riduce.

3. Un paragrafo di cronaca (inventato)

Originale:

Il consiglio comunale ha approvato ieri sera, con undici voti favorevoli e quattro contrari, la chiusura al traffico del centro storico nelle domeniche di dicembre.

Parafrasi:

Nella seduta di ieri sera il consiglio comunale ha deciso, con undici sì e quattro no, che nelle domeniche di dicembre il centro storico sarà chiuso alle auto.

Che cosa è cambiato: lessico ("approvato" con "deciso", "favorevoli e contrari" con "sì e no") e costruzione. I dati (undici, quattro, domeniche di dicembre) sono rimasti esatti: in un testo giornalistico numeri e nomi non si toccano.

4. Un articolo di legge

Originale (Costituzione della Repubblica italiana, art. 21, primo comma):

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

Parafrasi:

Ogni persona può esprimere liberamente ciò che pensa, parlando, scrivendo o usando qualsiasi altro strumento che permetta di far arrivare il messaggio agli altri.

Che cosa è cambiato: "tutti" diventa "ogni persona", "manifestare" diventa "esprimere". Con i testi normativi la prudenza è massima: una parafrasi serve a capire la norma, ma per usarla in un atto o in una tesi di diritto si cita il testo originale, perché la formulazione giuridica ha effetti precisi.

5. Una frase di saggistica (inventata)

Originale:

L'adozione generalizzata dei dispositivi mobili ha determinato una frammentazione dell'attenzione che ostacola la lettura prolungata (Bianchi, 2019).

Parafrasi:

Secondo Bianchi (2019), poiché quasi tutti usano ormai telefoni e tablet, l'attenzione si divide in molti momenti brevi e per questo è più difficile leggere a lungo senza interruzioni.

Che cosa è cambiato: la struttura nominale ("adozione", "frammentazione") diventa verbale; si aggiunge la formula "Secondo Bianchi (2019)", che attribuisce l'idea. Il significato resta lo stesso: attenzione e lettura prolungata. Attenzione però a "quasi tutti": se la fonte non lo dice, è un'aggiunta tua, da togliere.

Quando una parafrasi richiede la citazione

Sempre, se l'idea, il dato o l'argomentazione non sono tuoi. Cambiare le parole cambia la forma, non l'origine delle idee. Le virgolette non servono (non è una citazione letterale), ma servono:

  • l'attribuzione nel testo ("Secondo Bianchi (2019)...", "Come osserva Bianchi...");
  • il rimando a nota a piè di pagina o a sistema autore-data, a seconda delle regole del tuo corso;
  • la voce in bibliografia.

La citazione non serve per la conoscenza comune che chiunque può verificare ovunque ("l'Italia è una repubblica") né per un'idea davvero tua. Nel dubbio, cita. Come si costruiscono le note lo spiega la guida sulle note a piè di pagina; per l'elenco finale vedi bibliografia e sitografia.

Per capire che cosa succede se non lo fai, leggi cos'è il plagio.

Come riconoscere una buona parafrasi

Una parafrasi riuscita ha quattro caratteristiche:

  1. Fedeltà: dice quello che dice l'originale, né più né meno.
  2. Completezza: ogni informazione dell'originale è presente.
  3. Autonomia: la struttura delle frasi è diversa, non solo le parole.
  4. Chiarezza: si legge senza bisogno del testo di partenza.

E quattro difetti tipici:

  • la parafrasi a mosaico, con i sinonimi infilati in una struttura rimasta identica;
  • il commento mascherato, in cui l'autore inserisce il proprio giudizio;
  • l'omissione, che trasforma la parafrasi in riassunto;
  • l'interpretazione sbagliata, per esempio su un verbo antico o su un termine tecnico.

Che cosa può fare uno strumento di parafrasi e che cosa no

Il Parafrasatore online di AdeptWrite riscrive un testo con un motore AI in sette modalità: Standard, Formale, Informale, Accademico, Creativo, Accorcia e Allunga. Per ogni esecuzione sono ammessi fino a 6.000 caratteri. Può aiutarti a vedere un'altra formulazione, a cambiare registro o a sciogliere una frase troppo lunga.

Ci sono però giudizi che lo strumento non può fare al tuo posto:

  • Il significato: una riscrittura può spostare un'intensità o una sfumatura ("deve" diventa "può"). Rileggi sempre accanto all'originale.
  • I fatti: il motore non verifica che nomi, date e numeri siano esatti e non sa se la tua fonte ha ragione.
  • La fonte: non sa che il passo viene da un libro e che va citato.
  • Le regole del tuo corso: l'uso di strumenti automatici è disciplinato dai singoli insegnanti, relatori e atenei.

Il risultato è quindi materiale da rivedere. Se lo usi per una tesi o una tesina, completalo con la citazione e controlla il testo finale con l'Antiplagio, che cerca somiglianze con fonti aperte online e non vede banche dati ad accesso riservato. Per un confronto tra varianti puoi aiutarti anche con Riscrivi frasi.

Domande che ci si pone più spesso

  • "Parafrasi" e "parafrasare" sono la stessa cosa? "Parafrasi" è il nome (l'esercizio o il risultato), "parafrasare" il verbo (l'azione): "ho parafrasato il brano" e "la mia parafrasi del brano".
  • Si può parafrasare un testo in prosa? Sì: a scuola si parafrasano soprattutto poesie e testi antichi, ma si riformulano anche brani moderni, norme o testi specialistici per renderli più accessibili.
  • La parafrasi può essere più lunga dell'originale? Sì, perché a volte esplicita ciò che il testo dice in modo compresso, come nell'esempio dei versi di Leopardi.
  • Che cosa non è parafrasi? Il riassunto che accorcia e il commento che giudica.

Prova gli strumenti

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Domande frequenti

Cosa significa parafrasi?

Parafrasi significa riscrivere un testo con parole proprie, in forma di solito più semplice e chiara, senza cambiare il significato né togliere informazioni. A scuola è l’esercizio che trasforma una poesia in prosa; nello studio è la riformulazione di una fonte, che va citata.

Qual è la differenza tra parafrasi e riassunto?

La parafrasi riscrive tutto il testo con parole diverse e ha una lunghezza simile all’originale; il riassunto lo accorcia e tiene solo l’essenziale. Nella parafrasi non si salta nessuna informazione, nel riassunto si scartano esempi e dettagli secondari.

Una parafrasi ha bisogno di virgolette?

No, le virgolette servono per la citazione letterale. Una parafrasi non è tra virgolette, ma deve avere la fonte: un’attribuzione nel testo, una nota a piè di pagina o il sistema autore-data e la voce nella bibliografia, secondo le regole del tuo corso.

Che cosa non può controllare uno strumento di parafrasi?

Non può giudicare se il significato è rimasto identico, non verifica che fatti, nomi e numeri siano corretti e non sa se un passo va citato. Il risultato è una riscrittura da rivedere con l’originale accanto: la responsabilità del testo finale è tua.

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