Grammatica e ortografia

Errori di ortografia più comuni in italiano: regole, esempi e quiz

Redazione di AdeptWriteAggiornato 10 min di lettura

Gli errori italiani più frequenti sono quasi tutti di tre tipi: accento al posto dell'apostrofo o viceversa (qual è, un po', perché, è), doppie e vocali di troppo o di meno (accelerare, efficiente, coscienza, meteorologia) e parole unite o separate (a volte, d'accordo). Qui trovi per ognuno la regola in una riga, l'esempio giusto e sbagliato, un quiz e il controllo con il correttore.

Gli errori di ortografia più comuni in italiano, in breve

Chi scrive in italiano sbaglia quasi sempre negli stessi punti. Gli errori si raggruppano in tre famiglie:

  1. Accento e apostrofo scambiati: qual'è invece di qual è, un pò invece di un po', perchè invece di perché, e' invece di è.
  2. Lettere di troppo o di meno: accellerare, efficente, coscenza, metereologia, propio, pressapoco.
  3. Una parola o due: avvolte invece di a volte, daccordo invece di d'accordo, pur troppo invece di purtroppo.

La buona notizia è che per ciascun errore basta una regola breve, più un trucco per ricordarla. In questa guida trovi le venti coppie che il correttore ortografico di AdeptWrite riconosce come errori tipici dell'italiano, ognuna con la regola in una riga e un esempio in una frase che potresti scrivere davvero: una mail al docente, una relazione per l'università, un messaggio di lavoro.

Come riferimento usiamo le due autorità che gli italiani consultano per i dubbi: il Vocabolario Treccani per la grafia delle singole parole e la consulenza linguistica dell'Accademia della Crusca per gli usi controversi. L'italiano non ha una legge ufficiale sull'ortografia come la hanno altre lingue: la norma si fonda sull'uso consolidato descritto dai dizionari, ed è per questo che in alcuni casi esistono due grafie ammesse. Nella tabella qui sotto abbiamo messo solo le forme su cui non ci sono dubbi.

La tabella dei venti errori più frequenti

GiustoSbagliatoRegola in una rigaApprofondimento
qual èqual'èQual è un troncamento, non un'elisione: niente apostrofo.qual è
un po'un pòPo' è il troncamento di poco: va l'apostrofo, non l'accento.un po'
perchéperchè, perche'Accento acuto (é) sulle congiunzioni in -ché.perché
èe'Il verbo essere vuole l'accento grave, non l'apostrofo.è
cioècioe', cioéAccento grave (è) su cioè.cioè
piùpiu'Accento grave sulla u di più.più
d'accordodaccordoDi si elide davanti ad accordo: apostrofo e due parole.d'accordo
a volteavvoltePreposizione a più volte: due parole.a volte
accelerareaccellerareUna sola l, come nel latino celer.accelerare
pressappocopressapocoDoppia p, da press'a poco.pressappoco
efficienteefficenteDopo c resta la i del suffisso latino.efficiente
sufficientesufficenteCome efficiente: c + ie.sufficiente
coscienzacoscenzaDopo sc la i si conserva.coscienza
scienzascenzaStessa regola: sc + ie.scienza
propriopropioDal latino proprius: la forma giusta ha pr + io.proprio
purtroppopur troppoUna parola sola.purtroppo
cosiddettocosidettoDoppia s e doppia d.cosiddetto
eccezioneeccezzioneUna sola z, doppia c.eccezione
meteorologiametereologiaDal greco metéoron: niente e in più.meteorologia
camiciecamice (come plurale)Il plurale di camicia è camicie; il camice è un'altra veste.camicie

L'elenco completo dei dubbi ortografici è nell'indice Come si scrive.

Accento o apostrofo: il gruppo di errori più frequente

È la famiglia più numerosa, perché scrivendo di fretta l'apostrofo è il segno più facile da raggiungere. Il risultato sono parole come perche' o e' che nei messaggi sembrano accettabili, ma che in un testo scolastico o di lavoro sono errori.

Qual è, senza apostrofo

La forma qual'è è probabilmente l'errore italiano più noto. Qual è il troncamento di quale: cade la vocale finale senza che ci sia un'altra vocale a cui appoggiarsi. Per questo non si usa l'apostrofo, che segnala invece un'elisione davanti a vocale. La conferma è che la stessa forma si usa anche davanti a una consonante, come in qual buon vento, dove di vocale non ce n'è nessuna, e si scrive qual era, sempre senza apostrofo.

  • Giusto: Qual è la scadenza per presentare la domanda di iscrizione?
  • Sbagliato: Qual'è la scadenza per presentare la domanda di iscrizione?

Per i dubbi di questo tipo la sede di riferimento è la consulenza linguistica dell'Accademia della Crusca, che descrive l'uso senza trattarlo come una legge.

Un po', con l'apostrofo

Po' è la forma troncata di poco, quindi si scrive con l'apostrofo: un po' di pazienza, aspetta un po'. Scrivere un pò è un errore perché la o non porta accento: l'accento segna una vocale tonica finale, mentre qui c'è una parola tronca scritta con l'apostrofo.

Giusto: Dammi un po' di tempo per rileggere la relazione. Sbagliato: Dammi un pò di tempo per rileggere la relazione.

Perché, affinché, poiché: accento acuto

Le congiunzioni composte con -ché (perché, affinché, poiché, benché, finché, giacché) portano l'accento acuto (é), cioè quello che indica la e chiusa. L'accento grave (è) sta invece sul verbo è e sulla parola cioè. L'errore tipico è perchè, scritto con l'accento grave perché è il primo tasto accentato che si trova.

Un modo per ricordarlo: le parole che finiscono in -ché hanno sempre la é chiusa. Le forme con accento grave sono quelle in cui la vocale è aperta, come cioè, caffè e tè.

È, non e'

Il verbo essere alla terza persona singolare si scrive è. Scrivere e' è un residuo di quando non si avevano le lettere accentate nei messaggi e nelle chat. Il maiuscolo è È, non E': nei titoli in maiuscolo scrivi È VIETATO FUMARE. Il correttore segnala e' in mezzo alla frase come errore.

Cioè, più, già, può: gli accenti sulle vocali finali

Le parole italiane tronche, cioè con l'accento sull'ultima sillaba, lo scrivono sempre: città, verità, università, più, già, può, così, perché. Mai con l'apostrofo (citta', universita') e mai senza accento. Fanno eccezione i monosillabi che non lo richiedono (fa, sa, su, tre), e qui il confronto con la sezione sugli omofoni è utile: l'accento distingue anche coppie come da/dà, si/sì, ne/né, la/là. Le spieghiamo con calma in Ha o a, hanno o anno: gli omofoni italiani.

D'accordo, un altro, un'amica

L'apostrofo serve davvero quando una vocale cade davanti a un'altra. D'accordo è di più accordo. Un'amica ha l'apostrofo perché l'articolo femminile una si elide davanti a vocale, mentre un amico e un altro non lo hanno, perché un è maschile e non è un'elisione. L'errore un'altro è molto diffuso, e il controllo è semplice: se il nome è maschile, niente apostrofo.

Vocali e consonanti di troppo o di meno

Una l e due p: accelerare, pressappoco

Le doppie sono il secondo ostacolo. La regola non è sempre intuitiva, ma i casi sono pochi e si imparano per esempio:

  • accelerare ha una sola l, perché viene dal latino celer, "veloce". Sbagliato: accellerare, accellerato.
  • pressappoco ha la doppia p, perché nasce da press'a poco, cioè "presso a poco". Sbagliato: pressapoco.
  • cosiddetto ha la doppia s e la doppia d, perché è formato da così e detto.
  • eccezione ha la doppia c e una sola z.

Il treno ha dovuto accelerare per recuperare il ritardo accumulato a Milano. Una regola utile: se il dubbio è sulle doppie, il dizionario è più affidabile dell'orecchio, perché la pronuncia varia da regione a regione e non sempre le rende.

Efficiente, sufficiente, coscienza, scienza: la i che si conserva

Il gruppo -cie- è quello che fa sbagliare più studenti. In efficiente, sufficiente, coscienza, scienza la i viene dal suffisso latino e resta nella scrittura anche se nella pronuncia sembra scomparire. L'errore speculare è la forma senza i: efficente, sufficente, coscenza, scenza.

Un trucco pratico è leggere la parola lentamente, come se fosse in latino: effici-ens, sufficiens, scientia. Se senti la i, la scrivi.

Con un sei in matematica la studentessa ha ottenuto la sufficienza alla maturità. L'ufficio anagrafe del mio comune è diventato più efficiente da quando ha introdotto le prenotazioni online.

Attenzione a non confondere coscienza (consapevolezza, senso morale) con conoscenza (sapere), due parole che si somigliano ma non sono sinonimi.

Proprio e meteorologia

Proprio ha pr + io: l'errore propio nasce dal fatto che nel parlato la sillaba si accorcia. Meteorologia viene dal greco metéoron ("fenomeno celeste") e non ha una e in più dopo met-: sono sbagliati metereologia, metereologico e metereologo. Una piccola mnemotecnica: meteora e meteorologia iniziano nello stesso modo.

Plurali in -cia e -gia: ciliegie, camicie, province

Un caso a parte è il plurale dei nomi in -cia e -gia, che fa sbagliare anche chi scrive molto. La regola di base ha due metà:

  • se prima di -cia o -gia c'è una vocale, il plurale è -cie o -gie: camicia → camicie, ciliegia → ciliegie.
  • se prima c'è una consonante, il plurale è -ce o -ge: provincia → province, arancia → arance, doccia → docce, frangia → frange.

Gli errori più frequenti sono quindi camice come plurale di camicia e provincie al posto di province: la sequenza -cie dopo consonante non è quella che il Vocabolario Treccani indica come forma corrente.

Attenzione: il camice è anche una parola a sé, la veste bianca di medici e tecnici di laboratorio. Ho stirato tre camicie bianche per il colloquio di lunedì è una frase giusta; Il medico indossava il camice è un'altra, giusta anche questa.

Una parola o due: a volte, d'accordo, purtroppo

L'italiano ha parecchie locuzioni che si scrivono in modi diversi a seconda dell'uso, e qui l'orecchio non aiuta perché la pronuncia è identica.

GiustoSbagliatoNota
a volteavvolteAvvolte esiste, ma è il participio di avvolgere ("le coperte avvolte")
d'accordodaccordo, d accordoElisione con apostrofo
purtroppopur troppoUna parola sola
cosiddettocosì dettoLa forma unita è la più comune; la separata è ammessa dal Vocabolario Treccani

A volte, prima di un esame, non riesco a dormire.

La regola generale è consultare un dizionario per la forma esatta, perché per le locuzioni nuove non esiste una norma unica. Il dizionario ortografico dentro AdeptWrite si trova nella pagina Dizionario italiano: scrivi la parola e vedi se è registrata.

Perché gli errori si ripetono (e come evitarli)

Tre fattori spiegano la maggior parte degli errori:

  1. La pronuncia non distingue. In efficiente e sufficiente la i quasi non si sente; in a volte e avvolte i due suoni sono uguali.
  2. La tastiera e il telefono. Scrivendo di fretta su uno smartphone è facile lasciare un apostrofo al posto di un accento, e la correzione automatica non sempre avverte.
  3. L'analogia sbagliata. Se qual'è si scrive con l'apostrofo, perché un po' sì e qual è no? Il confronto con la regola (troncamento o elisione?) aiuta più della memoria.

Per ridurre gli sbagli funziona un metodo semplice, in quattro passi:

  1. Scrivi senza fermarti, senza preoccuparti dell'ortografia.
  2. Rileggi il testo cercando solo accenti e apostrofi (è, perché, più, un po', qual è).
  3. Rileggi di nuovo cercando solo parole lunghe in -ienza e -iente e le doppie.
  4. Passa il testo in un correttore e rileggi le correzioni proposte, accettando solo quelle che capisci.

Il controllo con gli strumenti

Il Correttore ortografico di AdeptWrite lavora direttamente nel browser e segnala gli errori meccanici che abbiamo visto: qual'è, un pò, e' al posto di è e simili, con il suggerimento della forma giusta. Non sostituisce la rilettura: non capisce l'intenzione di chi scrive e non può dire, per esempio, se la o là è la parola che intendevi. Per una revisione che include anche grammatica e punteggiatura puoi incollare il testo (fino a 6.000 caratteri per esecuzione) nel Correttore grammaticale, dove ogni modifica è evidenziata e puoi accettarla o rifiutarla.

Se invece vuoi solo verificare una parola, usa il Dizionario italiano: la ricerca controlla il dizionario ortografico italiano e, quando disponibile, mostra la definizione da Wikizionario. Per i casi dubbi resta valido il consiglio di aprire il lemma sul Vocabolario Treccani o la consulenza linguistica dell'Accademia della Crusca, perché sono le autorità che gli insegnanti italiani citano.

Checklist prima di consegnare

  • Ho scritto qual è senza apostrofo e un po' con l'apostrofo?
  • Tutte le parole in -ché hanno l'accento acuto (perché, affinché, poiché)?
  • Ho cercato nel testo e', piu', cioe', citta' e le ho corrette con l'accento?
  • Ho controllato le parole in -ienza e -iente (efficienza, sufficiente, coscienza, scienza)?
  • A volte è in due parole, d'accordo ha l'apostrofo, purtroppo è in una parola?
  • I plurali in -cia e -gia seguono la regola vocale/consonante?
  • Ho riletto il testo ad alta voce almeno una volta?

Quiz: trova l'errore

Ogni frase contiene un errore. Prova a correggerli e poi guarda le risposte.

  1. Mi puoi dire qual'è la data dell'esame?
  2. Aspetta un pò, arrivo subito.
  3. Non so perchè il treno sia in ritardo.
  4. Il professore e' molto efficente.
  5. Siamo daccordo, avvolte è meglio aspettare.
  6. Ho stirato due camice per il colloquio.
  7. La metereologia prevede pioggia.
  8. Ho una coscenza tranquilla.

Risposte. 1. qual è. 2. un po'. 3. perché. 4. è e efficiente. 5. d'accordo e a volte. 6. camicie (il camice è la veste bianca di medici e laboratorio). 7. meteorologia. 8. coscienza.

Se ne hai sbagliati più di tre, riparti dalla tabella dei venti errori qui sopra e dai singoli approfondimenti in Come si scrive.

In sintesi

Gli errori ortografici italiani più comuni si riducono a poche regole: l'apostrofo segna una caduta di lettera (un po', d'accordo), l'accento segna la vocale tonica di una parola tronca (perché, più, è), le sequenze -cie- conservano la i (efficiente, coscienza) e le locuzioni vanno controllate sul dizionario. Quando hai un dubbio, apri il Vocabolario Treccani o la consulenza della Crusca, e usa il correttore come seconda lettura, non come sostituto della prima.

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Domande frequenti

Qual è si scrive con l'apostrofo?

No, si scrive senza apostrofo: "qual è". "Qual" è un troncamento di "quale", non un'elisione, quindi l'apostrofo non serve, come in "qual era" o "qual buon vento". L'errore "qual'è" è molto diffuso, ma il correttore ortografico di AdeptWrite lo segnala e suggerisce la forma giusta.

Un po' si scrive con l'accento o con l'apostrofo?

Con l'apostrofo: "un po'". Po' è il troncamento di "poco" e la lettera caduta è segnalata dall'apostrofo, non dall'accento. La forma "un pò" è quindi sbagliata. Lo stesso vale per altri troncamenti come "mo'" e "to'", che mantengono l'apostrofo.

Efficiente si scrive con la i o senza?

Con la i: "efficiente", "efficienza". Il Vocabolario Treccani riporta questa forma, che viene dal latino. Lo stesso vale per "sufficiente", "coscienza" e "scienza", dove il gruppo -cie- conserva sempre la i. Le forme "efficente" e "coscenza" sono errori.

Come faccio a ricordare tutte queste regole?

Non serve ricordarle tutte: impara le venti coppie della tabella, rileggi il testo cercando prima accenti e apostrofi, poi doppie e parole in -ienza. Per i dubbi apri il Vocabolario Treccani o la consulenza dell'Accademia della Crusca, e usa il correttore ortografico come seconda lettura.

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