Come fare un curriculum vitae in Italia: formato, foto, dati personali e modelli
In Italia il curriculum è di solito di una o due pagine, in ordine cronologico inverso, con dati di contatto, esperienze, formazione, competenze e lingue indicate con i livelli del Quadro europeo (A1-C2). Puoi usare il modello Europass o un formato libero. La foto è facoltativa. La vecchia formula sul consenso al trattamento dei dati non è un obbligo da copiare a occhi chiusi: ecco come regolarti.
La risposta breve
Un buon curriculum italiano è chiaro, aggiornato e adatto al ruolo. Nella pratica:
- lunghezza: una pagina per un neolaureato o per chi ha poca esperienza, due pagine per chi ha un percorso più lungo;
- ordine: cronologico inverso, cioè dal più recente al più antico, sia per le esperienze sia per la formazione;
- formato: Europass oppure formato libero, a tua scelta, salvo diversa indicazione dell’azienda o del bando;
- foto: facoltativa; se l’annuncio non la chiede, puoi non metterla;
- file: PDF, con un nome chiaro (Cognome_Nome_CV.pdf), salvo richiesta diversa.
Europass o formato libero?
Europass è il modello europeo, con un editor online gratuito sul portale ufficiale Europass (pagina verificata il 2026-11-01). Ha il vantaggio di essere riconosciuto in tutta l’Unione Europea e di avere campi standard per formazione, esperienze, competenze e lingue. È molto usato nella pubblica amministrazione, nei bandi di concorso, nei progetti europei e nei programmi di mobilità, dove spesso viene espressamente richiesto.
Il formato libero è un documento tuo, impaginato come vuoi (Word, Google Documenti, un modello grafico). Nel settore privato, soprattutto in aziende piccole e medie, in ambiti creativi o commerciali, è molto diffuso perché permette di dare più spazio a ciò che conta per quel ruolo.
| Situazione | Scelta consigliata |
|---|---|
| Bando pubblico, concorso, progetto europeo | Quello richiesto dal bando (spesso Europass) |
| Candidatura a un’azienda privata | Formato libero, sobrio e leggibile |
| Ruolo creativo (grafica, comunicazione) | Formato libero curato, ma sempre leggibile anche in testo semplice |
| Annuncio che chiede un formato preciso | Il formato indicato |
Se compili un modulo online, l’azienda può leggere il CV con un software di selezione: preferisci quindi un layout semplice, con titoli di sezione chiari, senza tabelle complicate o testo dentro immagini.
Che cosa inserire e in che ordine
1. Dati personali e contatti
Nome e cognome, città di residenza (l’indirizzo completo non è sempre necessario), telefono, email professionale, eventuale profilo LinkedIn o portfolio. Usa un indirizzo email sobrio, basato sul nome e cognome. Data e luogo di nascita, stato civile e numero di figli non sono necessari per candidarsi: scegli tu cosa mostrare. Il tuo obiettivo è facilitare il contatto, non raccontare la tua vita privata.
2. Profilo o sintesi
Due o tre righe in cima, facoltative ma utili, che dicono chi sei professionalmente e che cosa cerchi. Esempio: Laureata in Economia aziendale con tirocinio in amministrazione e contabilità, cerco una posizione junior in un ufficio amministrativo.
3. Esperienze professionali
Per ogni ruolo: periodo (mese e anno), posizione, azienda e città, e due-quattro punti con attività e risultati. Usa verbi d’azione (ho gestito, ho coordinato, ho redatto). I periodi senza lavoro non vanno nascosti con date vaghe: se vuoi, spiegali in una riga nel colloquio.
4. Istruzione e formazione
Titolo, ateneo o istituto, anno di conseguimento e, se vuoi, la votazione (per esempio 110/110 e lode). Per i laureati, la tesi può essere citata se è pertinente al ruolo. Per chi ha esperienza, la formazione sta dopo le esperienze; per chi si affaccia al lavoro può stare per prima.
5. Competenze
Divise per tipo, in modo concreto: informatiche (pacchetto Office, Excel avanzato, gestionale), tecniche, trasversali solo se dimostrabili. Evita le liste di aggettivi senza prove.
6. Lingue, con i livelli del Quadro europeo
Il Quadro comune europeo di riferimento per le lingue (QCER, in inglese CEFR) definisce sei livelli: A1 e A2 (livello base), B1 e B2 (livello intermedio), C1 e C2 (livello avanzato). Indica il livello e, se ce l’hai, la certificazione:
- Inglese: B2 (certificazione Cambridge First, 2024)
- Spagnolo: A2
- Italiano: madrelingua
Se non hai certificazioni, usa il livello che ritieni onesto, ma sii pronto a dimostrarlo al colloquio. L’autovalutazione eccessiva si nota subito. Se a un colloquio ti chiedono di parlare in inglese e il tuo CV dice C1, la differenza si sente.
7. Altre informazioni
Patente (se rilevante), volontariato, progetti personali, disponibilità a trasferte o turni. Gli hobby vanno inclusi solo se aggiungono qualcosa al profilo.
La foto: serve davvero?
In Italia la foto non è obbligatoria. Molti selezionatori non la richiedono e in alcuni settori è preferibile ometterla. Se la inserisci, scegli una fotografia recente, con sfondo neutro, abbigliamento professionale e buona luce: niente selfie, immagini di gruppo o foto da vacanza. In ambiti dove l’immagine conta (spettacolo, vendita al pubblico, accoglienza) può essere richiesta espressamente. Se un annuncio non la chiede, non è un errore ometterla.
Dati personali e la riga sul consenso
Molti CV italiani terminano con una formula del tipo "Autorizzo il trattamento dei miei dati personali ai sensi del D.Lgs. 196/2003". È una consuetudine nata negli anni in cui la normativa sulla privacy era di recente introduzione. Oggi il quadro è quello del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) e del Codice in materia di protezione dei dati personali (D.Lgs. 196/2003, come modificato nel 2018). Alla data del 2026-11-01 il punto essenziale è questo:
- chi riceve il CV (l’azienda) è tenuto a fornirti un’informativa sul trattamento dei dati e, per i CV che invii di tua iniziativa, il Codice prevede che l’informativa possa essere data al primo contatto successivo all’invio (art. 111-bis);
- il consenso non è necessario per trattare i dati contenuti nel CV ai soli fini della valutazione della candidatura; può essere richiesto per usi ulteriori, per esempio conservare il tuo profilo per future selezioni o condividerlo con altre società;
- una vecchia formula copiata da un modello non basta né a creare un obbligo né a sostituire l’informativa.
Che cosa fare in pratica: se un annuncio o un portale chiede una dichiarazione precisa, includila come indicato. Altrimenti puoi chiudere con una riga aggiornata, per esempio "Autorizzo il trattamento dei dati personali contenuti nel presente curriculum ai sensi del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) e del D.Lgs. 196/2003 e successive modifiche, ai fini della selezione del personale." Per qualsiasi dubbio sui tuoi diritti, il riferimento ufficiale è il sito del Garante per la protezione dei dati personali (pagina verificata il 2026-11-01); le norme possono cambiare, quindi controlla sempre le indicazioni più recenti. Questa guida non è una consulenza legale.
Modello 1: neolaureato
CHIARA MORETTI Bologna · 333 000 0000 · chiara.moretti@esempio.it · LinkedIn: linkedin.com/in/esempio
Profilo Laureata in Lettere moderne con tirocinio in casa editrice. Cerco un primo impiego come redattrice di contenuti digitali.
Formazione 2026 – Laurea magistrale in Lettere moderne, Università di Bologna (110/110). Tesi: il linguaggio della pubblicità negli anni Sessanta 2023 – Laurea triennale in Lettere, Università di Bologna (105/110) 2019 – Diploma di Liceo classico, Bologna (92/100)
Esperienze Aprile – Settembre 2026 – Tirocinio, casa editrice locale, Bologna: schede catalogo per circa cinquanta titoli, revisione di bozze, aggiornamento del sito. 2023 – 2026 – Collaborazione con un’associazione culturale, Bologna: articoli per il blog (circa quattro al mese), calendario editoriale, social.
Competenze Scrittura e revisione di testi; pacchetto Office; WordPress (base); Canva.
Lingue Italiano: madrelingua · Inglese: B2 · Francese: A2
Autorizzo il trattamento dei dati personali ai sensi del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) e del D.Lgs. 196/2003 e successive modifiche.
Modello 2: candidato con esperienza
MARCO BELLINI Padova · 333 111 1111 · marco.bellini@esempio.it
Profilo Addetto acquisti con sei anni di esperienza in un’azienda manifatturiera a commessa. Gestione fornitori, trattative e pianificazione con la produzione.
Esperienze professionali 2020 – oggi – Addetto acquisti, azienda di arredo, Padova: gestione di una ventina di fornitori in Italia e all’estero; trattative sui prezzi; coordinamento con produzione e logistica; selezione di fornitori alternativi in caso di ritardi. 2018 – 2020 – Assistente acquisti, azienda metalmeccanica, Vicenza: inserimento ordini, solleciti, archivio contratti.
Formazione 2018 – Laurea in Economia aziendale, Università di Padova 2024 – Corso di aggiornamento in negoziazione e gestione fornitori
Competenze Gestionale ERP; Excel avanzato; contrattualistica di base.
Lingue Italiano: madrelingua · Inglese: B2 · Tedesco: A2
Autorizzo il trattamento dei dati personali ai sensi del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) e del D.Lgs. 196/2003 e successive modifiche.
Nomi, aziende e recapiti sono inventati a scopo di esempio.
Errori comuni
- Un CV uguale per tutti. Adatta ordine e parole alle richieste dell’annuncio, senza inventare nulla.
- Troppo lungo. Oltre due pagine il rischio è che nessuno arrivi in fondo; taglia le esperienze lontane e poco pertinenti.
- Date incomplete o incoerenti. Usa lo stesso formato ovunque (mese e anno).
- Competenze senza prova. "Ottima conoscenza dell’inglese" non è un livello; "B2" lo è.
- Dati inutili. Stato civile, religione, orientamento politico o altre informazioni sensibili non servono e non devi inserirle.
- Refusi. Un refuso in un CV è più notato che in altri testi. Controlla anche i nomi propri e le date.
- Email poco professionali. Evita nickname e indirizzi scherzosi.
Come usare AdeptWrite per il tuo CV
AdeptWrite non genera il CV completo: ti aiuta con i testi che lo accompagnano e con la revisione.
- Il correttore ortografico e il correttore grammaticale cercano refusi e errori tipici, come qual è con l’apostrofo o un po’ scritto un pò. Ogni esecuzione tratta fino a 6.000 caratteri.
- Riscrivi frasi e Accorcia o allunga un testo possono aiutarti a rendere più concisi i punti elenco e il profilo.
- Per la lettera da inviare insieme al CV c’è il Generatore di lettera di presentazione; la guida come scrivere una lettera di presentazione spiega struttura ed esempi. Per l’email di invio, vedi come scrivere una mail formale.
Controlla sempre date, nomi e cifre: un testo prodotto da uno strumento va rivisto da te prima dell’invio.
Prova gli strumenti
Domande frequenti
Meglio il formato Europass o un formato libero?
Dipende da chi legge. Per concorsi pubblici, bandi e progetti europei spesso si richiede Europass; per le aziende private un formato libero, sobrio e leggibile è altrettanto accettato. Se l’annuncio indica un modello preciso, usa quello.
In Italia devo mettere la foto nel curriculum?
No, la foto è facoltativa. Se la inserisci, scegli una fotografia recente e professionale, con sfondo neutro. Se l’annuncio non la richiede, puoi ometterla senza svantaggio formale; in alcuni settori ad alta visibilità può essere richiesta espressamente.
Devo scrivere la formula sul trattamento dei dati personali?
Non è un obbligo universale da copiare. L’azienda deve fornirti l’informativa prevista dal GDPR; il consenso non serve per valutare la candidatura, ma può servire per usi ulteriori. Se il portale o l’annuncio chiede una dichiarazione, includila come indicato.
Quanto deve essere lungo il curriculum?
Una pagina per un neolaureato o per chi ha poca esperienza, due per chi ha un percorso lungo. Ordina le esperienze dalla più recente e taglia quelle lontane o poco pertinenti. Conta la leggibilità: titoli chiari, date coerenti e punti elenco brevi.
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